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Bersani: abbiamo programmi su tutto, Berlusconi se ne deve andare

Bersani: " Un programma per il Paese e solo dopo le alleanze" Bersani, dopo Vecchioni e dopo i rappresentanti stranieri, preceduto dall'Inno di Mameli che il popolo del Pd canta, apre il discorso abbracciando i genovesi. I liguri, i toscani.

Saluta le forze dell'ordine, "i democratici riportano Piazza San Giovanni alla sua tradizione di pace e di festa nelle manifestazioni, che si è cercato di mettere a tacere", stoccata per Alemanno.

Ringrazia le democratiche e i democratici e soprattutto i giovani democratici, soprattutto quelli romani che sono stati aggrediti dai delinquenti fascisti (fassisti, dice Bersani, da buon emiliano, anche questa è una stoccata per Alemanno).

Prende impegni da piazza San Giovanni. Il primo, "difendere lo sviluppo e la crescita, cosa che le sinistre sanno fare". Secondo impegno guardare il Mediterraneo e le vittime annegate, per cominciare una strada insieme alle nuove democrazie del Nord Africa.

"Il mondo - dice il segretario del Pd - è diventato globale, ma non per questo è diventato più giusto". Bisogna lanciare delle idee guida alternative per pensare a un governo democratico del mondo. "E noi - aggiunge - che siamo un grande Paese - lo ripete tre volte - ci siamo sempre ripresi, anche dopo la guerra, e ci riprenderemo".

Basta con la denigrazione del PD, l'unica forza che può dare una mano al paese, e ora che il paese soffre noi non cavalcheremo la paura ma diremo la parola fiducia.

"Ricostruiremo, Berlusconi deve andare a casa, e dopo fiducia la seconda parola sarà verità". La stagnazione può diventare recessione, la macchina pubblica, nonostante il populismo di Brunetta non funziona, sono in crisi la scuola la sanità, i comuni, i cittadini dell'Aquila devono pagare 12 mesi di tasse.

La bussola del cambiamento e della ricostruzione sarà il lavoro dei giovani. "Ci dicono che non abbiamo proposte, ma ne abbiamo su tutto". Un'ora di lavoro stabile deve costare un po' meno, un'ora di lavoro precario un po' di più.

"Sappiamo combattere l'evasione fiscale. Sappiamo fare le liberalizzazioni, la flessibilità non si può chiedere solo ai lavoratori". Non bisogna umiliare le donne, legge contro l'omofobia, chi nasce in Italia deve essere italiano.

Bersani affronta ogni punto con decisione. Da ultimo lancia l'appello a tutte le forze del centro sinistra, e del centro centro. "Noi non rifaremo l'Unione! Noi vogliamo un governo di salvezza nazionale e dopo le elezioni".

"Un programma per il Paese e solo dopo le alleanze, niente alleanze precostituite. Noi che siamo il primo partito del Paese, ci siamo chiamati partito, siamo all'altezza di questo compito? ci ricordiamo di discutere fraternamente?"

Il segretario manda a casa il popolo del PD dicendo andate, raccontate ai cittadini, dite che ci siamo e siamo pronti e che ce la faremo.

Il popolo del PD se ne va, un poco strascicando i piedi, ma pronto a partire. Sperando che gli altri spengano la televisione, almeno tanto da sentire cosa hanno da dire.

Lisa Canitano

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