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Alfano non ci sta: "Basta martellate a colpi d'interviste"

Alfano non ci sta: "Basta martellate a colpi d'interviste" Un presidente del consiglio in difesa ha parlato questa mattina sul sito dei Promotori della libertà. Difesa a tutto campo da chi nel Pdl sta pensando ad un cambio di guardia e dai tanti che lo accusano di andare a Bruxelles martedì non per, come dice lui, sostenere la causa italiana in Europa, ma per sfuggire all'interrogatorio sul caso Tarantini.

"Sono in Europa per fare il mio dovere", Berlusconi replica in questo modo a chi lo descrive come un premier fuggiasco assediato dai pm. Martedì doveva essere interrogato a Palazzo Chigi dai magistrati che indagano sul caso Tarantini e che dovevano ascoltato come testimone di parte offesa, invece sarà a Bruxelles la mattina e a Strasburgo nel pomeriggio.

Appuntamenti sollecitati dal governo italiano, fanno sapere fonti europee. Il motivo, spiega il Cavaliere "è rassicurare le istituzioni europee sulla tenuta dei conti pubblici e sulla serietà della manovra anticrisi, misure che hanno permesso - dice Berlusconi - di salvare i risparmi delle famiglie italiane".

Spiegazioni che difficilmente basteranno per spegnere le polemiche sulla coincidenza delle date e sul risultato ottenuto, quello di rinviare l'interrogatorio. Anche a rischio di subire qualche contestazione, come temono il Pdl, nella sede del Parlamento di Strasburgo.

La missione europea serve probabilmente anche per riprendere in prima persona l'iniziativa sulla manovra ed esorcizzare gli scenari più cupi, come quelli disegnati da chi gli chiede un passo indietro e magari un patto di fine legislatura. "Sono un semplice - risponde Berlusconi - guardo sempre comunque al voto degli elettori.

Nessun passo indietro dunque, anche se nella maggioranza e nello stesso Pdl i dubbi crescono.

Ai contestatori risponde oggi Alfano: "basta darsi martellate a colpi di interviste". Ma il vero attacco arriva da fuori, dal sindaco di Verona, il leghista Tosi, vicinissimo a Maroni, che parla di un ciclo che è finito. "La cosa migliore sarebbe che Berlusconi si facesse da parte - dice Tosi - ma non nel 2013, il prima possibile".

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