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Berlusconi abbandona Gheddafi, La Russa: "Sospeso il trattato di amicizia"

Berlusconi molla Gheddafi, La Russa: "Sospeso il trattato di amicizia"Prima il baciamo, ora l'abbandono. Per carità, auspicato da tutti. Silvio Berlusconi finalmente molla il suo amico Muammar Gheddafi. Ce ne ha messo di tempo, ma alla fine è riuscito a separarsi, almeno politicamente, dal suo presunto "istruttore di bunga bunga".

Così, intervenendo al 46° congresso dei Repubblicani, il Cavaliere certifica il suo divorzio dal dittatore libico. "Se tutti siamo d'accordo possiamo mettere fine al bagno di sangue e sostenere il popolo libico", ha detto invitando tutti a "non restare spettatori".

Di fatto, quello di oggi, è il primo atto ufficiale di condanna del governo italiano (sempre "se siamo tutti d'accordo") del regime dittatoriale che sta perpetrando in queste ore una vera e propria mattanza.

Un ritardo giustificato, a detta degli ambienti governativi, dalla necessità di proteggere gli italiani che stanno evacuando il Nord Africa. Scusa plausibile, ma anche con lo stesso sapore della spiegazione data dal premier in merito al suo interesse per Ruby, la nipote di Mubarak, manifestatosi con le telefonate alla questura di Milano in cui la ragazza era trattenuta: evitare un incidente diplomatico con l'Egitto.

Ma se qualcuno ha pensato, anche solo per un minuto, che il cambio di rotta di Berlusconi sia stato dettato da un autentico senso di solidarietà nei confronti del popolo libico, ci ha pensato La Russa a ricondurre il tutto nei confini della ragionieristica politica diplomatica: "Di fatto il trattato di amicizia tra Italia e Libia non c'è già più, è inoperante, è già sospeso".

Forse è legittimo pensare che il "divorzio" da Gheddafi sia stato indotto dal fatto che l'Onu, l'Unione Europea e la Nato in queste ore hanno fatto passi avanti decidendo sanzioni pesanti nei confronti del leader libico, con un'opzione militare che viene sempre più presa in considerazione. Situazione imbarazzante per il Cavaliere, l'unico governo, il suo, che ancora non aveva ufficialmente preso posizione contro il massacro in atto.

Anni luce dalle posizioni di Silvio Berlusconi, troppo preso in queste ore ad escogitare strategie e trucchetti per sottrarsi ai processi che lo attendono.

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