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Aggressione a Berlusconi, su Facebook gruppi violenti

Aggressione a Berlusconi, su Facebook gruppi violenti Sul social network Facebook sono molti i gruppi dedicati all’aggressione di Silvio Berlusconi. Quello denominato “Massimo Tartaglia”, uno dei primi a prendere vita subito dopo l’aggressione, conta circa 70 mila iscritti.

Ma ce ne sono altri. Come il gruppo di chi lo considera un idolo, un eroe del popolo o un gladiatore come “Massimo Meriglio Valerio Tartaglia”.

Fermiamoci qui, ma ce ne sono molti altri. Su due di questi, in particolare, la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per il reato d’istigazione a delinquere. Il primo è “Uno, dieci, cento, mille Massimo Tartaglia”, il secondo: “A morte Berlusconi”.

Su altri, come è stato annunciato dal Governo, sono già in corso accertamenti della Polizia Postale. Ma i messaggi di minacce non sono rivolti solo al presidente del Consiglio. “Uccidiamo Massimo Tartaglia” è, ad esempio, uno dei gruppi nati in queste ore: “Dovevano lasciarlo alla folla” si legge tra i commenti degli iscritti.

Altri sostengono il premier chiedendo l’ergastolo per l’ingegnere autore dell’aggressione. Su altri ancora è nato un piccolo caso. Si tratta di quelli con il maggior numero di sostenitori, come “Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia”. Si tratterebbe di veri e propri falsi, ovvero gruppi già esistenti a cui è stato cambiato nome in un secondo momento.

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