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Farmacista nega la Pillola del giorno dopo. Indaga la Procura di Roma

pillola del giorno dopo, obiettore, farmacista, indagato La Procura di Roma ha deciso. Oggi è stato dato il via alle indagini sul rifiuto di un farmacista romano di vendere la "pillola del giorno dopo", il Levonorgestrel, un contraccettivo d'emergenza, ad una donna, che si era rivolta alla ginecologa Lisa Canitano, attraverso il servizio SOS pillola del giorno dopo, organizzato dall’associazione Vita di Donna.
 
I fatti risalgono al 22 novembre scorso, ma è di questa mattina la notizia della convocazione della ginecologa Lisa Canitano, presidente di Vita di Donna, presso la Procura di Roma, da parte del Sostituto Procuratore, Vincenzo Barba, per una ricostruzione dei fatti di quel sabato sera.

Un giorno prefestivo, come tanti, in cui i telefoni cellulari della rete dei volontari di Vita di Donna sono soliti squillare di più. Donne giovani e meno giovani, coppie di fidanzati, che incappando in medici con preclusioni ideologiche, cercano aiuto sul web, per ottenere la prescrizione del farmaco d'emergenza, il Levonorgestrel e scongiurare così una gravidanza indesiderata. Quella sera, a Roma, un farmacista in zona Aurelio, rifiutò di venderla ad una donna, che aveva con sé l'agognata prescrizione.

Cosa accadde quella sera dottoressa Canitano?

Dopo la segnalazione del rifiuto del farmacista di vendere il contraccettivo alla mia paziente, gli telefonai per ricordargli i suoi doveri. Mi riagganciò il telefono in faccia. Allora richiamai avvertendolo che mi sarei recata nella farmacia con una nuova ricetta per chiedergli di nuovo il farmaco. Ero accompagnata da mio marito. Giunta sul posto, mi strappò quasi la ricetta attraverso oblò blindato della farmacia, in nome di una presunta legge regionale, "la legge Storace", che gli avrebbe consentito l'obiezione di coscienza sui farmaci "eticamente sensibili", come i contraccettivi.

Esiste l'obiezione di coscienza per i farmacisti sui farmaci autorizzati e in commercio?

No. Il loro codice deontologico parla chiaro. Non possono rifiutare la vendita, tanto più in presenza di una prescrizione medica. Il rapporto tra medico e farmacista è regolato dall'art. 38 del decreto regio del 1936, ancora in vigore. I farmacisti sono tenuti a vendere i farmaci prescritti e a procurarseli al più presto, ove sprovvisti.

Come mai oggi è stata chiamata dal Sostituto Procuratore di Roma?

Sono stata convocata in quanto informata dei fatti. Quella sera era intervenuta una volante della Polizia che aveva già acquisito le mie dichiarazioni ed identificato i presenti.

Quali presenti?

Giunti alla farmacia abbiamo trovato due ragazzi sulla trentina che stazionavano praticamente all'entrata, erano molto vicini, a tal punto che un signore che stava acquistando un farmaco si spazientì chiedendo che venisse rispettata la riservatezza.

Può raccontarci i particolari?

Come le dicevo, ho passato attraverso l’oblò la ricetta e un documento dell'Ordine dei Farmacisti che avevo appena stampato e che, per appunto, chiarisce l'impossibilità di obiettare. Il farmacista ha tentato di stracciare il tutto, poi ha chiuso lo sportellino e si allontanato dall'entrata. Io ho tentato di attirare la sua attenzione bussando e mostrando il documento attraverso il vetro blindato, ma senza successo. Lo scambio è durato una manciata di secondi.

A questo punto cosa è successo?

Io e mio marito stavamo componendo il numero del Commissariato di P.S. quando i due ragazzi ci hanno apostrofato, non proprio gentilmente, asserendo che non ce n'era bisogno, che la Polizia l'avevano già chiamata loro, perché testimoni “di un’aggressione ad un professionista”. Quindi abbiamo atteso, piuttosto preoccupati e tenendoci in disparte, l'arrivo della volante.

E la Polizia è arrivata?

No, ma alla spicciolata arrivavano altre persone, chiaramente conoscenti dei due ragazzi. A quel punto mi sono preoccupata e, dopo circa venti minuti, ho chiamato a mia volta gli agenti nonostante il disappunto di uno dei due ragazzi che continuava a sostenere di aver già richiesto l’intervento. Comunque, dopo la mia telefonata, la volante è arrivata immediatamente e a quel punto un uomo, di almeno una decina d’anni più anziano degli altri si è fatto avanti sostenendo che "loro" avevano assistito ed erano dalla parte del farmacista. La cosa mi ha insospettito poiché quella persona non era presente al fatto.

Di cosa potrebbe essere accusato il farmacista "obiettore"?

Credo di interruzione di pubblico servizio ed esercizio. Inoltre, a mio avviso, andrebbe chiarito il motivo della presenza di quelle persone. Erano lì per caso?

Che idea si è fatta del suo colloquio di oggi con il Sostituto Procuratore, Vincenzo Barba?

Le leggi vanno rispettate. Ogni professionista, medico o farmacista, è tenuto ad osservare la legge. I fatti del 22 novembre saranno giudicati dal Tribunale, ma anche dall'Ordine dei farmacisti, che potrebbe valutare, in base alle responsabilità o violazioni accertate, quali provvedimenti attuare contro il farmacista romano. Spesso, in questi casi, gli ordini professionali decidono per una sospensione dall'esercizio della professione. Il periodo potrebbe essere più o meno lungo, da pochi giorni a qualche settimana.

Cosa succede dopo la pillola del giorno dopo

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