Cancellieri, Napolitano e Letta la difendono ma la questione è etica e non politica

Anna Maria Cancellieri

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri torna prepotentemente sulle prime pagine dei quotidiani di oggi per i suoi rapporti con la famiglia Ligresti. Dopo le rivelazioni su altre telefonate nega ogni "addebito" relativo allo scandalo che l'ha coinvolta.

La cronaca politica dei giornali (ma potremmo a questo punto definirla anche cronaca nera) non parla d'altro. Questa volta non si tratta di intercettazioni ma di tabulati che inchioderebbero la Cancellieri.

Per il quotidiano Repubblica, quei registri elettronici raccontano una verità molto differente da quella che il ministro ha raccontato ai magistrati e al Parlamento.

Quei tabulati parlano di 3 telefonate, non ricevute, ma fatte dalla Cancellieri proprio nei giorni caldi che partono dal giorno dell'arresto dei Ligresti, alcuni dei quali già pregiudicati per corruzione. Ma non è solo lei ad essere attiva telefonicamente, anche il marito del ministro (arrestato 32 anni fa per lo scandalo delle fustelle false) chiama sei volte Antonino Ligresti, lo zio di Giulia.

Insomma, il ministro avrebbe omesso o, peggio, mentito ai magistrati e al Parlamento. Ma lei con una lettera aperta ha fornito, come le definisce Repubblica, "lacunose spiegazioni" che lasciano ancora dubbi e ombre sulla vicenda.

In questo scenario le reazioni della politica sono contrastanti tra loro, anche all'interno degli stessi schieramenti.

Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e quello del governo, Enrico Letta, confermano la fiducia al Guardasigilli.

Nel Pd, prima diviso sulla questione, ora crescono le prese di posizione che chiedono alla Cancellieri di fare un passo indietro.

Dopo Matteo Renzi, che già aveva dichiarato "se fossi stata in lei mi sarei già dimessa" e Pippo Civati, altro esponente che dall'esplodere dello scandalo premeva affinché il gruppo Pd votasse la sfiducia al ministro, anche Gianni Cuperlo si unisce al coro.

Cuperlo ha infatti dichiarato alla rete televisiva La7 che "alla luce di quello che sta accadendo, sia utile che il ministro stesso con il presidente del Consiglio verifichi se ci sono ancora le condizioni per andare avanti con serenità nel suo ruolo di Guardasigilli".

Ma a quanto pare Letta non sta a sentire, e nemmeno Napolitano. Guglielmo Epifani sembra invece in attesa di vedere cosa farà il Pdl, se si scinderà o meno. Ma nel frattempo non prende posizione, anzi si irrita con Renzi, che lo incalza affinché si esprima sulla vicenda, mandandogli a dire che a decidere sarà il gruppo Pd, martedì sera. Grande prova di coraggio.

Nel Pdl falchi e colombe difendono il ministro, ma comprensibilmente in questo momento è l'ultimo dei problemi per i berlusconiani (ex e no). Poi, si sa, da quella parte l'asticella della tolleranza in tutto ciò che mina l'etica e il senso dello Stato è sempre stata molto alta.

Insomma, la sintesi è che ancora una volta l'Italia affronta a modo suo questioni che in altri paesi civili nemmeno si porrebbero.

Un ministro della Giustizia intrattiene una trentennale amicizia con una famiglia, di cui alcuni membri sono pregiudicati per corruzione. Nel luglio scorso tre Ligresti vengono arrestati, il quarto è praticamente scappato anticipando le mosse dei magistrati. L'accusa ipotizza il falso in bilancio aggravato per grave nocumento al mercato e manipolazione del mercato.

Proprio nei giorni caldi della vicenda il ministro, nonché il suo consorte, fa e riceve telefonate con i parenti degli interessati.

Cosa c'è da discutere? Esiste un ragionevole dubbio che la Cancellieri abbia usato il suo potere per far scarcerare una Giulia Ligresti. Ma lei non si dimette, dice di non avere mai mentito e di rifiutare "qualunque sospetto sulla correttezza del mio operato".

Sarà anche così, ma il ministro non offre alcun segnale di comprensione che la priorità è un'altra. Quella che per ricoprire una carica istituzionale si deve essere cristallini. La Cancellieri difende se stessa, ma non il senso di giustizia dello Stato, quello che poi arriva ai cittadini.

Napolitano e Letta non sappiamo se proteggono lei o la tenuta del governo, ma certo non fanno un buon servizio alla ricostruzione morale di questo Paese, altro che avvicinare i cittadini alla politica.

E' probabile che alla fine la Cancellieri si dimetterà o sarà sfiduciata (anche dal Pd), è allora ci si chiederà il perché di questo insulso e dannoso balletto.

Ma forse la risposta sta in un testo di C. Buarque de Hollanda che ben si adatta per descrivere gli ultimi venti anni di questo Paese: "Ah che sarà che sarà quel che non ha governo ne mai ce l'avrà, quel che non ha vergogna ne mai ce l'avrà, quel che non ha giudizio".

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