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Berlusconi sceglie i servizi sociali, pianterà pomodori?

Berlusconi con Busch

Berlusconi ha scelto la pena, chiederà l'affidamento ai servizi sociali. Lo annuncia il suo legale Franco Coppi che, salvo imprevisti, depositerà la richiesta entro la prossima settimana.

La pena che in origine l'ex premier doveva scontare era di 4 anni, tre scontati grazie all'indulto. L'anno che resta, con la probabile buona condotta, si ridurrà a nove mesi.

Una volta depositata la richiesta, entro il 15 ottobre, i magistrati di Milano dovranno decidere, ma per farlo sono previsti tempi lunghi e la decisione potrebbe arrivare anche dopo 3 o 4 mesi.

Secondo l'art. 47 il condannato può essere affidato ai servizi sociali se mantiene una condotta che fa presumere per lui effetti rieducativi.
Nel corso di esecuzione della pena Berlusconi andrà in contro a delle prescrizioni che deciderà il giudice di sorveglianza. Tra queste, in particolare, potranno esserci i divieti relativi alle frequentazioni.

Non è scontato che i magistrati milanesi concedano l'affidamento ai servizi sociali, potrebbero anche decidere per gli arresti domiciliari. Condizione, quest'ultima, che limiterebbe drammaticamente i movimenti dell'ex premier (immaginiamo la Santanchè e Verdini che per incontrare Berlusconi debbano chiedere il permesso al giudice di sorveglianza). Berlusconi continua infatti ad inveire contro i giudici, non ha mai ammesso la propria responsabilità né ha accettato la sentenza come tale, anzi.

Ad ogni buon conto, se sarà affidato ai servizi sociali l'ex Cavaliere, uomo tra i più ricchi del mondo, quello che ha parlato al Congresso degli Stati Uniti, più volte premier, amico di Putin, dovrà sottostare alla stessa procedura a cui vengono sottoposti i comuni delinquentelli.

Passerà sotto le Forche Caudine della giustizia italiana, così umiliato da dover chiedere il permesso per qualsiasi spostamento.

L'assistente sociale che incontrerà dovrà verificare la possibilità di un'eventuale attività rieducativa e poi il suo grado di reinserimento nella società.

Leggendo i giornali di oggi, sono molte le associazioni di volontariato che si sono fatte avanti per accogliere Berlusconi nel periodo di affidamento.

Tra queste, Exodus, la comunità di recupero per tossicodipendenti fondata da Don Mazzi. Intervistato da laRepubblica, il sacerdote vorrebbe lavorare alla sua redenzione. Buttarlo giù dal letto la mattina presto, fargli sistemare le coperte, pulire il bagno, affidargli lavori manuali come piantare pomodori stando in silenzio.

Insomma, un bagno di umiltà nel tentativo di salvare quello che Don Mazzi pensa che sia salvabile.

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