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Berlusconi pensa a se stesso, il Paese capirà?

Silvio Berlusconi

Berlusconi toglie la spina al governo Letta, ecco la dimostrazione, la prova, la pistola fumante, che non aveva a cuore i destini del governo o di quelli del Paese, la situazione dell'Italia è ancora complicata, difficile e soprattutto fragile, ma che usava il governo come strumento di ricatto.

Allo stesso modo usa la Camera come un'arena, in cui scatenare i suoi ultimatum, e le istituzioni come arma di ricatto per ottenere delle misure che la Costituzione dice che non si possono applicare ad un pregiudicato che ha avuto una sentenza definitiva.

Come ricorda sempre Napolitano, le sentenze quando sono definitive molto semplicemente si eseguono.

Berlusconi ha fatto prevalere il suo istinto profondamente di destra, un istinto di ribellismo dell'elite che lo ha contrassegnato sempre.

Ormai è chiaro, Berlusconi è un falso moderato che usa l'arma e il tono del moderato solo quando gli conviene, ma alla fine lascia prevalere quello che è il suo istinto radicale di uomo di destra.

A questo punto il terreno che Berlusconi ha creduto di scegliere dopo le oscillazioni delle ultime settimane è quello dell'Iva.

Ma non c'è un italiano, probabilmente, che sia consapevole che questa crisi di governo avviene per tentare di tenere in un unico fascio i destini personali di Berlusconi, quelli del suo partito - del quale non si vede nessun seme di autonomia - quelli del governo e del sistema politico attuale. È come Sansone e i filistei, la distruzione del Tempio.

Purtroppo il problema riguarda la democrazia. Prima si è tentato di tenere in scacco il Parlamento, poi si è impugnato tutto il partito con il pugno di ferro chiedendo quelle dimissioni di massa come se i parlamentari non fossero senza vincolo di mandato, come prevede la Costituzione, e si dovessero tutti piegare alla volontà del capo. Ma non soltanto alla volontà, alla sorte del capo.

Adesso è evidente che Letta si debba dimettere per poi rivolgersi probabilmente in Parlamento alle donne e agli uomini di buona volontà, per vedere se c'è la possibilità di mettere in piedi una qualche maggioranza che consenta di fare la legge di stabilità, di cui il Paese ha bisogno, e la legge elettorale per poi andare al voto.

Questa destra dimostra di essere in pugno ad un leader e di non essere autonoma, di non capire che la scelta fra i desideri di Berlusconi, di salvare se stesso e le istituzioni, che esistevano prima, durante e dopo questo ventennio disastroso, è una scelta fondamentale per costruire un futuro a questa destra.

Adesso tutto questo è stato spezzato dall'istinto di Berlusconi di travolgere tutto con se stesso, la sua tragedia personale deve essere la tragedia del Paese.

Ma il Paese lo capirà?

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