I tortellini

I tortellini, storia o leggenda

Storia o leggenda?

Per il tortellino le due cose si mescolano in una poesia che somiglia tanto al loro sapore.

Panzini, il noto scrittore, critico letterario ed Accademico italiano, romagnolo di nascita, ci dice che il tortellino va cercato in fondo ad un secchio.

Ma non un secchio qualsiasi ma quella secchia rapita narrata da Tassoni nel 1624. Nell'opera infatti si narra che Bacco, Venere e Marte mentre si recavano a Modena per aiutare nella guerra contro Bologna pernottassero in una locanda di Castelfranco Emilia.

Il padrone della locanda fu affascinato da Venere e non faceva che guardarla mentre in cucina stava preparando una pasta sfoglia e, soggiogato da tanta bellezza diede alla stessa la forma dell'ombelico della Dea. “… e l’oste, che era guercio e bolognese, imitando di Venere il bellico e con capponi e starne e quel buon vino l’arte di fare il tortellino apprese.”

Ma questa leggenda é sempre stata negata e derisa dagli storici i quali invece ci dicono che nel XII secolo a Bologna a Natale si consumavano i “tortellorum ad Natale”.

Ma la prima ricetta dei tortellini risalte al 1300 ed é anonima, scritta in modenese. Gli emiliani poi vogliono che il Boccaccio parlasse dei tortellini anche se sbagliandone il nome.

Nel Decamerone, in una novella lui dice: “….stavan genti che niuna casa facevan che far maccheroni raviuoli e cuocergli in brodo di capponi.”

Tortellini! non maccheroni e ravioli protestano gli emiliani... e la prova é nel fatto che fossero in brodo di cappone e che diavolo!

Tra liti di paternità, Veneri vaganti, maccheroni e ravioli, nel 1500 arriva pare arrivi la storia più credibile.

Nel diario del Senato di Bologna si trova scritto che ai tribuni della Plebe riuniti venne servita una “minestra de torteleti.”

E da lì la strada dei tortellini é tutta in discesa, rapida e gratificante.

E oggi, con buonapace degli emiliani veraci che sostengono che il solo modo di consumarli é nel brodo di cappone, appaiono sulle nostre tavole con le ricette più fantasiose e gustose che si possano fare.

E per chi volesse farseli in casa ecco la -Ricetta-

Margherita Maria Caruso Galanti
 

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