Fa scalpore... pagare 579 euro per due pranzi e non sapere che a Roma esistono locali più cari, dove viene effettuata la “mattanza” dei consumatori coscienti o incoscienti. Una piazza turistica importante, universale ed unica come Roma non può apparire diversa da quanto la storia l’ha consacrata. Il ristorante in questione è conosciuto ed è centralissimo (“Il Passetto” via Zanardelli a due passi da Piazza Navona). L’unica contestazione immediata è stata effettuata da parte del Servizio Igiene Alimenti della Asl Roma che ha disposto l'immediata chiusura per gravi carenze igienico sanitarie del locale, dopo aver riscontrato carenze strutturali, ambienti sporchi e frigoriferi non funzionanti.
Viene da chiedersi in che condizioni igieniche saranno gli altri ristoranti della Capitale? E perché davanti ad un reato gravissimo le parole del sindaco Alemanno non possono essere attuate: “Per quanto mi riguarda questo ristorante non deve più riaprire e per casi di questo genere si deve arrivare alla revoca della licenza". Il Sindaco ha anche annunciato di “aver dato mandato alla Polizia Municipale di predisporre dei controlli straordinari, anche di personale in borghese, per smascherare queste truffe che devono essere perseguite con fermezza fino ad arrivare alla revoca della licenza”. Ma intanto un reato lo abbiamo. E allora?
Vuoi vedere che sono le solite frasi di circostanza, rilasciate per consacrare l’evento? Vuoi vedere che se le verbalizziamo tutte insieme ci ricordiamo quante volte le abbiamo lette, magari per altri casi simili o non? Vuoi vedere che le nostre coscienze per un attimo si scuotono davanti a questa giostra di dichiarazioni?
«Riceviamo decine di segnalazioni al mese di turisti giapponesi che dicono di essere stati imbrogliati o derubati», dice Hiroko, manager di un tour operator a Roma.
«Preferiamo mangiare nei fast food, dove è più facile ordinare, i prezzi sono più chiari e non ci sono sorprese nei menù», aggiunge una ragazza seduta sulla Fontana di Trevi.
«Vengono spesso a protestare, conferma Catello Somma, dirigente della polizia del commissariato Trevi».
«È vero - spiega Sachiko Higashida, giornalista che lavora a Roma per la Nippon Television e la rete TBS, nella nostra Capitale dal 1990 - stiamo imparando a viaggiare. Il Giappone è un’isola, non siamo abituati al rapporto con gli stranieri. Ma le cose cambiano, specie per i più giovani».
“La truffa a danno dei due turisti giapponesi cui un pranzo è stato fatto pagare 580 euro non ci meraviglia affatto”, afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi, che aggiunge:“Episodi di questo tipo nella capitale sono assai frequenti. Certo il conto non sempre arriva a queste cifre da capogiro, ma sicuramente la pratica dello “spennare” il turista è assai diffusa a Roma, specie nelle zone a forte vocazione turistica. Già normalmente i prezzi delle consumazioni alimentari in pieno centro sono stellari: una coppetta gelato seduti ad un tavolino in centro arriva a costare 10 euro, un semplice caffè espresso 4 euro, e così via”.
"Chiediamo la massima severità - ha detto il presidente della Confcommercio di Roma, Cesare Pambianchi verso chi ha tenuto un comportamento di una gravità inaudita"'.
Immediate anche le reazioni delle associazioni dei consumatori. L'Adoc ha annunciato che si costituira' parte civile nei confronti dei responsabili della truffa ai danni di due turisti.
«Più controlli da parte dei vigili urbani, afferma l´assessore capitolino al Commercio, Davide Bordoni, soprattutto in questo periodo di maggiore affluenza di turisti e applicazione delle sanzioni massime in caso di inadempienze. Già oggi abbiamo contattato i vertici di Confcommercio e Confesercenti perché intervengano sui propri iscritti per chiedere il rispetto delle norme e dei regolamenti».
E intanto le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra. L´Adoc, che ha attivato un call center per assistere i turisti in visita nella Città Eterna (06.45420928 e helptouristadoc.org), ha parlato di un «fenomeno molto più diffuso di quanto emerge dai dati ufficiali». E proprio per questo ha chiesto un incontro urgente agli assessori al Commercio e al Turismo e al difensore civico per risolvere la questione».
Diamoci un appuntamento tra un mese per constatare quanti provvedimenti saranno presi ed attuati e quanti si ricorderanno dei due giapponesi.
Intanto la stampa estera bastona. Il Asahi Shimbun, secondo quotidiano del Giappone, dipinge un pessimo ritratto dell’ospitalità italiana: servizi di bassa qualità, prezzi illegali, menu poco chiari, tassisti abusivi, truffe, strade sporche e furti. Un quadro fosco che rispecchia anche il crollo delle visite dei turisti nipponici nel Belpaese: nel 2009 secondo le stime saranno un milione, meno della metà, 2,17 milioni, di quelli registrati nel 1997.
Un’economia che sfuma dopo anni di serio lavoro da parte di commercianti onesti, per iniziative irresponsabili di pochi.
I giapponesi, intesi come popolo ma soprattutto come turisti, amano l’Italia. Hanno imparato ad amarla per gli sforzi cominciati negli anni 80. Sanno apprezzare molte cose del nostro paese. Le città d’arte, la pizza napoletana, il tiramisu, il liquore «Disaronno» (adorato in tutta l’Asia). I giapponesi sanno anche riconoscere l’atteggiamento predatorio di un certo tipo di commercio e ci ab. E ci abbandonano. Molti stranieri vengono visti come macchine di soldi e il proprietario de’ “Il Passetto” avrà pensato così.
Il fatto è che il mondo cambia, c’è Internet. Mentre esiste chi pensa ad incassare, c’è chi denuncia. La gente si informa, anche perché per fortuna ci sono mille forme di notiziari. Asahi Shimbun, quotidiano giapponese che vende 8 milioni di copie, ecco apparire una corrispondenza da Roma. Titolo del pezzo, firmato da Shinya Minamijima: «Il turismo in Italia, rapido declino».
Questi singoli casi, che rappresentano una minima parte, rischiano di infangare la reputazione della stragrande maggioranza dei ristoratori romani.
Bastano poche regole per difendersi, continua Pietro Giordano, Segretario Nazionale di Adiconsum, per evitare raggiri e vere e proprie truffe.
1. Il ristoratore ha l’obbligo di esporre il menù con i relativi prezzi delle singole portate. Prima di entrare nel locale è bene, quindi, accertarsi dei reali costi.
2. Chiedere sempre il menù, anche quando il ristoratore non lo consegna e fa offerte verbali dei piatti del giorno, e verificare se le offerte sono presenti in menù con i relativi prezzi.
3. Accertarsi che ogni portata abbia accanto il prezzo.
4. Servizio, coperto, pane, o altri costi, possono essere decisi liberamente dal ristoratore, però devono essere riportati nel menù (fanno eccezione i ristoranti del Lazio, dove una legge regionale ne vieta l’addebito), in modo che il cliente abbia contezza del costo reale dell’intero pasto.
5. Prestare attenzione ai cibi surgelati: devono essere sempre indicati sul menù (come indicazione è sufficiente anche un asterisco, seguito dalla dicitura “prodotto surgelato”).
6. Verificare i costi del vino: i ricarichi possono essere davvero “salati”. Se si vuole scegliere un vino “impegnativo” farsi consegnare la “Carta dei vini” per consultarne il costo.
7. A fine pasto farsi consegnare sempre la ricevuta fiscale e verificare se i prezzi in essa contenuti corrispondono a quelli riportati nel menù, compresi eventuali costi riferiti a servizio, coperto, pane, ecc..
8. Conservare sempre la ricevuta fiscale, prova tangibile di eventuali raggiri.
9. La mancia non è mai obbligatoria.
10. In caso di contestazione della ricevuta, chiamare i vigili.
Arrivederci al prossimo caso! Potremmo utilizzare gli stessi concetti. Tanto ai disonesti non accadrà nulla di nuovo. Io comunque, un pellegrinaggio davanti al locale di P.zza Navona oggetto del caso lo farò; mi rimane di strada e, a debita distanza, osserverò il “Ristorante” come se fosse un museo…
Come detto si ricomincia.
A un cliente viene rilasciata una ricevuta da 614,00 euro per il lavaggio di 10 camicie, 2 jeans e 7 T-shirt. E' il conto di una tintoria di Milano. Il cliente protesta e non ritira la biancheria.
Ricominciamo. “Fa scalpore pagare 614 euro per.....”
Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by wwww.costierabarocca.it
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