Continuando di questo passo molti sindaci dovranno recarsi a Tokio, come i colleghi romani, per scusarsi del conto salato.
Una denuncia del sindacato dei consumatori Adoc ci informa che l’11 dicembre scorso dopo una notte trascorsa nel club milanese Pussy cat di Via Gonzaga 5 tre giapponesi si sono visti recapitare un primo scontrino di 6.765 euro e dopo qualche minuto un supplemento da 500 euro.
Questo è quanto è stato raccontato in un esposto a luglio alla sede giapponese dell’Enit.
«Ho pensato — racconta il signor K. — che la prima transazione era andata a vuoto. Ho fatto male a non controllare il conto, ma senza pensare che veramente fosse da 800mila yen e non 80mila». Qualche giorno dopo il malcapitato si accorge che qualcosa non quadra: la sua carta di credito dà limite mensile superato.
Tornato a Tokio e dopo i dovuti controlli sugli estratti della carta di credito, il turista buggerato è ricorso alla sede locale del nostro Ente Nazionale del Turismo per denunciare la truffa.
Adesso diventa interessante conoscere l’elenco delle prestazioni fornite dal night club “Pussy Cat”.
Credo che il 19 settembre 2009 insieme al vicesindaco capitolino Cutrufo, presente a Tokio per le scuse ufficiale del conto salato presentato a giugno a due turisti giapponesi dal ristorante “Il Passetto” a Roma, debba andarci anche Letizia Moratti o un suo rappresentante, ma a questo punto crediamo che sia molto importante monitorare e sanzionare severamente i nostri “furbetti italiani”, per evitare di costringere i nostri sindaci a viaggiare per il mondo ad elargire gesti riparatori.
Pasquale Zenga
Turismo in Sicilia by wwww.costierabarocca.it





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