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Il berretto a sonagli al teatro Eliseo

Il berretto a sonagli al teatro Eliseo

UOMINI… ATTENTI ALLA SARACENA

A birritta cu ‘i ciancianeddi ‘, tratta dalle novelle “La verità” e “ Certi Obblighi”, fu scritta da Pirandello nel 1916 in dialetto siciliano per l’attore Angelo Musco che la rappresentò, con la sua Compagnia al Teatro Nazionale di Roma, nel 1917.

L’anno successivo Pirandello ne fece una versione in italiano nella fattispecie “Il Berretto a Sonagli”.

La commedia trovò un interprete congeniale in Eduardo De Filippo, che nel 1936, per volontà dell'autore, ne trasse una riduzione in dialetto napoletano.Testo tra i più rappresentati del drammaturgo siciliano, che è tra gli autori più saccheggiati nell’attuale panorama teatrale alquanto povero d’idee e innovazioni, ha visto interpreti di spessore quali Turi Ferro, Salvo Randone, Paolo Stoppa.

Riprendendo la storica regia di Mauro Bolognini del 1996, Sebastiano Lo Monaco riveste brillantemente i panni dello scrivano Ciampa.

In un terrazzo tra pareti verde e sfondo rosso, all’ombra di alberi di aranci, s’introduce il tema caro al drammaturgo: l’ipocrisia, il perbenismo delle apparenze e se le tre corde d’orologio che ognuno di noi ha in testa: “la seria”, “la civile” e “la pazza” si scordano, la rispettabilità di tutti è a rischio.

Fondamento del teatro pirandelliano la teoria secondo la quale ogni persona costruisce la propria personalità secondo il ruolo che la medesima è costretta ad assumere ma nessuna di queste maschere la rappresenta interamente, creando un conflitto insanabile.

La verità si dissolve negli infiniti rivoli delle soggettività.

Beatrice, moglie del Cavalier Fiorìca, istigata da una mezzana tal Saracena, vuole rendere pubblica la relazione tra il marito e la moglie dello scrivano Ciampa, denunciando gli amanti che sono arrestati.

Violenti rimproveri si scatenano contro la signora che non ha tenuto conto delle disastrose conseguenze del suo atto per il cosiddetto “occhio sociale”.

Tra tutti è proprio lo scrivano che si sente calpestato, trattato come un pupo, cui è stato affibbiato pubblicamente il cappello a sonagli, anche se il verbale della polizia non evidenzia nulla.

A Ciampa non basta e per salvare la faccia davanti al paese, non gli rimarrebbe che ammazzare la moglie e l’amante ma in un clima di costernazione generale, una soluzione meno cruenta balena proprio a lui: se Beatrice risultasse pazza...

Solo in questo modo lo scandalo sarà vanificato, sacrificando l’unica persona che dice la verità.

Il primo atto della commedia risulta un po’ lento, con soluzioni troppo marcate simil cabaret televisivo di massa.

Esasperazioni e ripetizioni compiaciute insieme alla ricerca di facili applausi e risate.

Nel second’atto tuttavia l’interpretazione migliora sensibilmente, più drammatica e coerente al copione fino al folle grido finale.

Con: Sebastiano Lo Monaco, Marina Biondi, Clelia Piscitello, Claudio Mazzenga, Franca Maresa, Rosario Petix, Elena Aimone e con la partecipazione di Isa Bellini

Regia Mauro Bolognini - ripresa da Sebastiano Lo Monaco - Domenica 22 gennaio 2012.



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