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Il caso Spotlight. E’ la stampa, bellezza!



Il caso Spotlight

Quando il film Il caso Spotlight arriva alla didascalia finale, prima dei titoli di coda, lo spettatore italiano si sente profondamente a disagio ed incomincia a vergognarsi come un ladro. Che cosa contiene di così terribile quella scritta?

Semplice: è un elenco delle nazioni dove crimini pedofili sono stati commessi (e perseguiti) da preti. Indovinate quale Paese non è incluso tra quelle nazioni? E sapevate che il cardinale e arcivescovo americano Bernard Law, principale imputato per l’insabbiamento di centinaia di molestie e stupri perpetrati da novanta preti nella sua diocesi di Boston, è diventato arciprete emerito della Papale Basilica Liberiana di Santa Maria Maggiore in Roma?

Come avrete capito stiamo parlando di Il caso Spotlight, il film girato da Tom McCarthy. Come nella migliore tradizione liberal statunitense, la trama è un concentrato di passione giornalistica attorno a uno degli scoop più clamorosi della stampa internazionale. Siamo nella redazione del Boston Globe, prestigioso quotidiano della città più cattolica degli Stati Uniti.

Quella della famiglia Kennedy, per intenderci. All’interno del giornale opera una sezione speciale, Spotlight appunto, (‘luce della ribalta’ in italiano) condotta da quattro giornalisti il cui scopo è quello dell’inchiesta approfondita su di un tema di interesse pubblico. Con l’arrivo del nuovo direttore, l’ebreo Marty Baron, la sezione viene invitata ad occuparsi del caso di un prete fermato dalla Polizia per molestie e rilasciato senza essere stato denunciato.

Da quel primo caso i quattro di Spotlight scaveranno in profondità per trovare un coacervo di complicità, omissioni, corruzione e, soprattutto, centinaia e centinaia di casi di molestie mai denunciate da parte di preti appartenenti alla diocesi di Boston. A questo punto si delinea l’esistenza di un sistema in cui i vertici politici della Chiesa vengono pesantemente coinvolti nello scandalo. Infatti, con la complicità del potere giudiziario, sia procuratori che avvocati, la Chiesa offriva indennizzi ridicoli ed accordi extragiudiziari per regolare i crimini e poi spostava in altre diocesi i preti pedofili.

Con un lavoro appassionato, totalmente dedito al giornalismo e alla ricerca della verità, Il caso Spotlight ci riporta alla bella stagione della stampa libera ed al diritto dei cittadini di essere informati. Campo in cui gli Stati Uniti sono maestri. Anche questa volta ci hanno dato una lezione su cosa sia veramente una democrazia.

Lo scandalo dirompente ha costretto la Chiesa Cattolica, almeno quella americana, a fare pulizia al suo interno e, secondo chi scrive, a favorire l’avvento di Papa Francesco. Rimane l’amarezza per l’eterno immobilismo italiano, l’unico Paese dove pare non ci sia neanche un prete pedofilo…

Il cast è ottimo tutto.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Thomas McCarthy. Con Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery.
Titolo originale Spotlight. Thriller, durata 128 min. - USA 2015. - Bim Distribuzione uscita giovedì 18 febbraio 2016


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