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The butler di Lee Daniels



The butler di Lee Daniels

Volete andare a vedere un film filo americano recitato da dio, buonista e forse un po’ troppo accattivante? Andate a vedere The butler di Lee Daniels con un eccezionale Forest Whitaker.

I sistemi si cambiano dall’interno oppure bisogna fare la rivoluzione? E’ questo il tema “politico” del film che vede la contrapposizione tra un uomo che viene dalle piantagioni e che è  “giustamente” fiero di aver fatto carriera e di lavorare come maggiordomo alla Casa Bianca e il figlio di lui – Louis - che per cambiare il sistema entra in conflitto, finisce in prigione, combatte al fianco di Martin Luther King e di  Malcom X (non resterà però nelle Black Panther sentendo il movimento lontano da ideali collettivi compartecipati).

Cecil “lotta” per il suo gruppo etnico, chiedendo un adeguamento dello stipendio e la possibilità di fare carriera, ma lo fa in maniera personale, rispettosa,  offrendo in cambio un’obbedienza assoluta.

Al contempo manda giù rospi e umiliazioni e sceglie il silenzio e la trasparenza come strategie adattative al fine di arrivare poi ad un risultato. Impiega la pazienza, la sopportazione e contemporaneamente un atteggiamento di deferenza e attenzione verso i suoi committenti.

Procede a piccoli passi, dedito al lavoro e fedele ai suoi “padroni”. Louis di contro vuole rompere il sistema e lo fa in maniera esplicita, vociando, ribellandosi, esplicitando i paradossi sociali, forzando i tempi; l’altro figlio, più simile al padre, crede nel sistema e andrà in Vietnam a combattere per difendere quei valori che lo escludono.

Quanto le emozioni e i vissuti dipendono dalla posizione che si ha nel sistema, dal fatto che vi si partecipa attivamente oppure che lo si osserva dal di fuori? E’ la seconda domanda che mi sono posta durante la proiezione. Cecil ha imparato il mestiere di “negro di casa” nella tenuta della Virginia in cui il padre e la madre erano schiavi nei campi di cotone.

Il suo imprinting è il vissuto di sopruso: il padre viene ammazzato sotto i suoi occhi dal padrone, inutilmente. E’ stato abituato all’obbedienza assoluta. E’ fiero della sua ascesa, del suo percorso e riesce a stabilire un rapporto rispettoso ma personale con ogni presidente che servirà, restando al suo posto, attendendo che il mondo cambi al proprio ritmo. Costruirà un rapporto fatto di attenzione offerta e di poche spazi di interesse personale ricevuti in cambio.

Quando però, per la prima volta, non sarà nella posizione di servitore, quindi non si troverà nella posizione interna al sistema ma verrà invitato da Nancy Regan a sedere ad un tavolo come invitato (perché lui tra i tanti maggiordomi della Casa Bianca?) vedrà per la prima volta da un altro punto di vista la danza che si svolge attorno a lui e comprenderà meglio suo figlio Louis, al punto da licenziarsi e ristabilire una relazione col figlio e i suoi ritmi.

Il film termina con i discorsi del neo assunto presidente nero Obama e con una visita del vecchio maggiordomo al Presidente, come a dire che in America tutto può succedere, che ogni persona ha il destino che riesce a costruirsi, che il passato schiavista è ormai tramontato e gli umani sono tutti uguali di fronte a Dio.

Plausibile, purché non si critichi il sistema economico che è diventato il nuovo spartiacque, il valore che guida e regola le scelte politiche e sociali, che regola il prestigio, l’influenza, il controllo, quindi in una parola la “potenza” americana e dell’occidente tutto. Se ancora sta in piedi.

ECCO IL TRAILER:

Un film di Lee Daniels. Con Forest Whitaker, Oprah Winfrey, Mariah Carey, John Cusack, Jane Fonda.- Titolo originale Lee Daniels' The Butler. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 132 min. - USA 2013. - Videa - CDE uscita mercoledì 1 gennaio 2014


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