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Perché le zanzare ci pungono e non c'è modo di sfuggire



Ricercatori dell’istituto di tecnologia dell'Università di Washington hanno pubblicato una ricerca sulla rivista Current Biology, nella quale hanno individuato un complesso meccanismo con cui le zanzare individuano il loro obiettivo per poi pungerlo.

Gli studiosi hanno scoperto che le zanzare si basano su una serie di sensi per trovare i loro pasti, in un processo che viene diviso in tre fasi

  • Prima annusano un odore.
  • Poi seguono un segnale visivo.
  • Infine, una volta che sono abbastanza vicini al bersaglio, sentono il calore del suo corpo.

L'odore che avvisa le zanzare della vicinanza di un potenziale bersaglio non è quello del sangue, ma quello dell’anidride carbonica, il gas che noi espiriamo. Le zanzare possono sentirne l'odore fino a circa 10 metri di distanza.

Jeff Riffell, uno dei ricercatori, ha spiegato che “l'anidride carbonica è il segnale migliore che un animale a sangue caldo emetta. Poi le zanzare iniziano ad utilizzare la visione e gli altri odori corporei per discriminare se si trovano di fronte ad un cane, un cervo, una mucca o un essere umano. Questo può essere il modo con cui le zanzare riescono a discriminare tra i potenziali esseri a sangue caldo”.

Nello studio, le zanzare sono stati messe in una galleria del vento vuota, fatta eccezione per un punto nero sul pavimento che doveva servire come stimolo visivo.

L'introduzione del biossido di carbonio nel tunnel innescava l’istinto delle zanzare a cercare visivamente cosa e dove c’era cibo per loro.

Riffel ha spiegato che “quando abbiamo dato loro lo stimolo odoroso, tutto ad un tratto le zanzare, sono state attratte da quel punto nero come se l’anidride carbonica avesse acceso lo stimolo visivo per le zanzare per andare a quel punto nero”.

Inoltre, ha riferito Riffel, “l'aggiunta di calore al punto nero ha aumentato l’attrazione delle zanzare verso di esso”.

Il risultato di questa ricerca è, purtroppo per noi, che le zanzare hanno sviluppato un sistema estremamente sofisticato per individuarci e poi pungerci.

Un sistema fatto di stimoli odorosi, come l’anidride carbonica che emettiamo ad ogni respiro, che allerta le zanzare stesse sulla presenza di un possibile obiettivo.

A questo segue l’individuazione visiva del target da colpire, ed infine, quando sono nelle vicinanze dell’obiettivo sarà il calore del nostro corpo a dare l’ultimo elemento capace di chiudere il percorso e finalmente (per loro e non per noi) colpire.

Quindi di fronte ad una strategia cosi sofisticata, da sembrare quella di guerre stellari, tutti i nostri sistemi, quali spirali, emanatori elettrici o lo spalmarci di qualche crema per non far avvicinare le zanzare, servono a poco e niente.

Rimane però da capire, e questo lo studio non lo dice, perché alcuni soggetti vengono punti ed altri no.

E questo forse definisce la migliore strategia che possiamo mettere in atto per non farci pungere.

Bisogna trovare qualcuno che attiri le zanzare molto più di noi e stare vicino a questo attrattore naturale che devierà l'attenzione delle zanzare verso di lui/lei e ci permetterà di stare tranquilli.

Bisogna pero essere subdoli, come le zanzare, e non dire niente sulla nostra scoperta.

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