
Il ministro ha deciso che non vi saranno ulteriori proroghe, il termine ultimo fissato per esercitare la cosiddetta ‘intramoenia allargata’ è il 30 giugno 2012. Entro tale data, quindi, le regioni dovranno far in modo che ci siano gli spazi necessari per permettere lo svolgimento della professione nella struttura ospedaliera.
A non essere d’accordo, oltre ai medici, sono anche i sindacati (Anaao e Cimo) che considerano l’intramoenia un “diritto dei medici”, che viene meno nel momento in cui si vieta loro di utilizzare strutture esterne. Inoltre, fanno notare, non bisogna assolutamente dimenticare la mancanza di spazi necessari all’interno delle aziende.
La Cgil dei medici, che approva la decisione di Balduzzi, ritiene comunque necessario “dare precise e, questa volta, rigide scadenze alle regioni inadempienti”. Questo è certamente uno degli aspetti più delicati della vicenda, visto che problemi di gestione esistono e sono anche molti.
C’è bisogno di trasparenza e per Renato Costa (Cgil medici) "l'intramoenia è un ottimo istituto da fare in una ‘casa di vetro’: solo concentrare l'attività in ospedale è garanzia di trasparenza. Non si capisce perché, nello stesso reparto, alcuni medici autorizzati visitino in ambulatorio e altri negli studi privati".
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