Sono 13 miliardi di euro evaporati dal grande pentolone dell'inefficienza dei pubblici ospedali italiani. Il 29% dei finanziamenti sono così dispersi da una rete ospedaliera che riceve molto di più di quanto eroghi.I dati sono contenuti nel'IX Rapporto "Ospedali e Salute 2011" dell'Aiop, l'Associazione italiana ospedalità privata, presentato alla Camera dei deputati.
Il rapporto è impietoso e rivela inoltre che forse a causa della crisi economica i cittadini che si sono rivolti alle strutture pubbliche sono l'82,3%, in aumento rispetto al 79,3% del 2010. Quindi, più sanità pubblica e meno sanità privata.
La ricerca ha messo a confronto i soldi pubblici conferiti alle aziende ospedaliere per la gestione ordinaria con il valore economico stimato delle prestazioni erogate.
Osservando i dati regionali emerge che le regioni del Nord, pur essendo più virtuose, hanno un margine di spreco in aumento, dal 20,5% dello scorso anno al 21,8%. Il Sud invece si conferma l'area del Paese più "sprecona".
Ma l'inefficienza varia da regione a regione. La Calabria è la peggiore con il 46,4% di tasso di inefficienza. Il Veneto con il 17,2% strappa il posto della regione più virtuosa alla Lombardia che dal 16,9% dello scorso anno va al 19,3%.
In ogni caso Lombardia ed Emilia-Romagna restano le regioni maggiormente destinatarie del cosiddetto turismo sanitario, fenomeno per cui pazienti di altre regioni "emigrano" per cercare le prestazioni migliori.
Il Centro Italia migliora abbassando il tasso di inefficienza che dal 33,4% è passato al 32,8%. Sono soprattutto le due regioni commissariate, Lazio e Campania, che registrano il risultato migliore. Il Lazio passa da un tasso di inefficienza del 43% al 41,3%, la Campania dal 42,4% al 41,7%.
Il rapporto rileva poi come la richiesta di cure in Italia sia in aumento. Nell'ultimo anno un terzo della popolazione italiana (29,5%) si è servito di strutture ospedaliere pubbliche o private, nel 2010 la percentuale era pari al 23,8%.
Ciononostante i cittadini hanno manifestato una percezione positiva dei servizi erogati dagli ospedali. Nel rapporto, infatti, il 95,3% dei pazienti che si sono rivolti a strutture private accreditate ha espresso un giudizio di soddisfazione ("molto" o "abbastanza soddisfatto"). La percentuale scende invece all'87,8% tra chi è ha fruito delle strutture pubbliche.
Ci sono poi i cittadini che si sono dichiarati "molto soddisfatti", il 50,7% per il privato accreditato, il 46,7% per le cliniche private, il 29% per le pubbliche.
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