Era prevedibile pensare, che, di fronte alla prospettiva, di dover pagare i farmaci, anche avendone la prescrizione, si otteneva il risultato, di portare un buon numero di napoletani, a rivolgersi a farmacie fuori della provincia di Napoli, pur di evitarlo.
La protesta scattata due giorni fa, per la zona di Napoli è scaturita dall’assenza di notizie, da parte delle autorità competenti, circa un arretrato di pagamento a favore delle farmacie del capoluogo Campano di trecento milioni d’euro, da parte delle Asl 1, 2 e 3.
In un incontro avuto, con lo staff del presidente della regione, Stefano Caldoro, l’unica risposta ricevuta, è stata quella impegnarsi, in una settimana, a valutare il piano proposto dai farmacisti, per arrivare, con tempi certi al pagamento del credito in essere.
E’ singolare, vedere, che neanche, con una protesta così forte, come quella indetta da Federfarma, nessuno si sia preso la briga, di vedere come era possibile far rientrare del credito, i farmacisti e visto che il problema e vecchio di mesi, non si sia fatto prima.
Federfarma, dopo la presentazione del piano di rientro del credito, che prevede una spalmatura dello stesso fino al dicembre 2012, ha preannunciato, che se non si arriverà a soluzione, tra 15 giorni, la protesta ed il conseguente sciopero sarà esteso alle altre province della Campania e come per la zona di Napoli, non riguarderà i farmaci salvavita.






