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La Cassazione sulla responsabilità dei medici. Il rischio paralisi

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La Cassazione sulla responsabilità dei medici. Il rischio paralisiSaranno i giornali che riportano male la notizia, speriamo. La notizia che un medico e' stato condannato per omicidio colposo per aver dimesso un paziente al termine di una procedura codificata, dopo una regolare degenza, asintomatico, in buone condizioni, e' di quelle che possono rovinare anni di paziente difesa del Servizio Sanitario Nazionale, o Regionale, a piacere.

Il paziente, sempre secondo quello che ci dicono i giornali, si e' scompensato durante la notte ed e' morto.

Ci viene detto che la motivazione della sentenza della Cassazione e' che la procedura non deve prevalere sulla salute dei pazienti e che le dimissioni rapide sono ingiuste e i medici che le eseguono sono personalmente responsabili dei cattivi esiti.

Tenere però in ospedale pazienti in buone condizioni, che potrebbero stare a casa, significa trasformare le stanze di degenza in parcheggi "per ogni evenienza", non potendo curare più nessuno.
Ricoverare i bambini dopo l'esecuzione del vaccino, tenere le donne che hanno partorito 10 giorni, e così via.

La paralisi completa per tutto. Il punto e' che la parola "risparmio" e' una parola sbagliata in medicina. Non si mettono fuori i pazienti per risparmiare ma si mettono fuori perché non hanno più bisogno di cure ospedaliere... e se e' giusto che i pazienti vengano indennizzati per le conseguenze imprevedibili, o prevedibili ma non evitabili, non e' però giusto che questo avvenga, come adesso, solo se viene riconosciuta la colpa del medico, con l'eccezione delle vaccinazioni in cui e' lo Stato a pagare il danno.

Allora si indaghi la colpa del medico, certo, la sua negligenza, la sua eventuale imperizia e imprudenza.

Ma nel caso nulla di questo gli si possa imputare, allora sia un'assicurazione del Servizio Sanitario a riparare economicamente il danno, perché non e' possibile che tutto ricada sulle spalle di un medico che fa il suo lavoro onestamente e con dedizione.
 
IN ARGOMENTO:
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Commenti (2)

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Sono daccordo credo che si arriverà alla paralisi...chi mi porta a dimettere qualcuno se poi rischio in prima persona e vengo pure condannato ingiustamente ?
pietro , marzo 05, 2011
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Questo è un delirio della Cassazione, diciamolo! 9 giorni per un paziente trattato con angioplastica su infarto, stabile e asintomatico, sono già un eccesso ... se poi debbano tenersi in ospedale tutti i cardiopatici obesi e fumatori, ce lo dica Fazio e il Ministero della Salute trasformando tutti gli alberghi d'Italia in ospedali. Allora smettiamo di ricoverare gli acuti e lasciamoli morire a casa, in attesa che il fumatore obeso con un infarto recente abbia una complicazione. Senza parlare del personale che sarebbe necessario ...
Ottavio , marzo 06, 2011

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