Una nuova bocciatura per il Ddl Lavoro approvato dal Senato arriva dall'Anaao Assomed. Le ragioni? Fra le altre perché penalizza i diritti sociali e il lavoro, riducendo la possibilità di assistere familiari disabili e di accedere a un regime di part-time.
In particolare, spiega una nota del sindacato della dirigenza medica, la stretta sul part-time, già avviata con la legge 133/2008, si arricchisce ora della possibilità da parte delle Amministrazioni di revocare i contratti già stipulati, colpendo i medici donna, che costituiscono quasi il 60% dell'universo professionale medico.
Se questa legge sarà approvata le donne medico, già oggi provate da una organizzazione del lavoro che le penalizza nella sfera privata e professionale, vedranno pesantemente compromessa la loro vita familiare.
Dopo il blocco del turn-over, la riduzione dei contratti a tempo determinato, il blocco del rinnovo contrattuale 2010-2012, la possibilità discrezionale delle Amministrazioni di revocare gli incarichi dirigenziali anche dopo valutazione positiva, il taglio al finanziamento regionale di 8,5 mld di euro, continuano a essere emanate norme che aggravano ulteriormente le condizioni di lavoro dei medici e dei sanitari del Ssn, con pericolose ricadute sulla qualità e funzionalità dei servizi.
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