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Berlusconi fa pagare il ticket anche ai disabili

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Berlusconi fa pagare il ticket anche ai disabili di Elisabetta Canitano

Lunedì il popolo degli operatori della sanità scende in piazza insieme alle famiglie dei bambini disabili. Una sanità pubblica, quella del Lazio, ridotta alla fame, in punto di morte per mancanza di finanziamenti governativi.

Il piano di rientro imposto dal commissario di governo punta sulla riduzione della spesa per il personale e prevede che si rimpiazzi solo il 10 % di coloro che vanno in pensione.
Se vai via il tuo posto di lavoro viene abolito. Il servizio dove lavoravi chiuso. Senza discrimine.

Gestivi un Ambulatorio per bambini affetti da asma? pazienza. Un servizio per diagnosi precoce tumori? E' andata così. Eri indispensabile alla turnazione in sala operatoria e a causa del tuo pensionamento si riducono le sedute, in modo da allungare le liste d'attesa? Vabbè...

Gli operatori del Lazio tengono in piedi il sistema lavorando spesso al limite della sopravvivenza fisica. Se il collega, infermiere, medico, psicologo, va via, gli altri si fanno carico del suo turno, del suo lavoro, della sua utenza, che altrimenti rimarrebbe senza il servizio. Raddoppiano il lavoro, fanno turni che spesso sono illegali per non chiudere. Non ci sono soldi per gli straordinari, non ci sono soldi per le sostituzioni dei medici ambulatoriali.

Se vanno in ferie devono chiudere gli ambulatori invece di chiamare un sostituto. Non ci sono soldi per le macchine, così indispensabili per il lavoro sanitario.
Lo stanziamento della Regione di centro sinistra di 40 milioni di euro, che doveva servire a rinnovare l'attrezzatura, è stato buttato nel buco nero del deficit e ora, se si rompe qualcosa, semplicemente, si chiude il servizio.

E' in atto un piano programmatico di distruzione del servizio pubblico della Regione Lazio. Certo che bisogna lavorare sui costi. Ma bisogna pensare cosa chiudere, e come.
Così, indiscriminatamente, si specula sulla salute dei cittadini, per alzare il malcontento sotto elezioni. Una pura speculazione fatta sulla pelle della gente e su quella degli operatori.

L'ultimo sfregio, il ticket sulle attività dei disabili, sui bambini che hanno bisogno di terapie per imparare a camminare, a mangiare, a stare in piedi. Per quei bambini che la destra afferma a parole urlate sguaiatamente di voler aiutare e che poi attacca proprio nel punto più delicato della catena di aiuti. Il sostegno al recupero per il loro futuro.

Tutta l'ipocrisia del centro destra si esprime con chiarezza in un provvedimento così odioso, e così crudele. Per questo lunedì scendiamo in piazza, a fianco delle famiglie e dei loro bambini
Noi ci siamo, con il nostro patrimonio di competenze, non accettiamo di essere semplicemente cancellati con disprezzo. Siamo in grado di dire cosa chiudere e cosa potenziare, come spendere giustamente e come evitare gli sprechi.

Il lavoro che ha fatto la Regione Lazio di centro sinistra sul deficit, ha dovuto tenere conto del disastro di Storace, di una gestione che, per favorire amici di amici e interessi privati è arrivata ad assurdità come l'esecuzione di 500.000 risonanze magnetiche in un anno solo a Roma.

All'autorizzazione di 22 centri di emodinamica (servizi di urgenza per l'infarto) nel Lazio, di cui nessuno aperto di notte nelle provincie.

Non vogliamo lasciarci distruggere così, per questo saremo lunedì 15 marzo alla Sala Foschi dell'Ospedale San Giovanni di Roma, ore 16,30

Elisabetta Canitano


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