Con il "no" di Lombardia ed Emilia Romagna alle linee guida già approvate contro il dolore cronico, avvenuto in Conferenza Stato-Regioni, la Legge 38 sulla terapia del dolore «torna indietro di sei mesi».
A dirlo è Guido Fanelli, coordinatore della Commissione Ministeriale per la terapia del dolore, ieri a Milano in un incontro sul tema.
Dal varo della Legge 38, avvenuto 9 mesi fa, «abbiamo fatto molta strada» spiega Fanelli «e la soddisfazione dei cittadini per i centri di terapia antalgica ne è una riprova.
Purtroppo ieri, nella Conferenza Stato-Regioni, le linee guida già approvate da Commissione Ministeriale, Consiglio Superiore di Sanità e Ministero dell'Economia non hanno avuto il via libera dalla Regione Lombardia, seguita dall'Emilia-Romagna, a causa di un livello di dettaglio del documento che non tiene conto dell'autonomia regionale».
«Prendo atto con sorpresa e amarezza di questo passo» prosegue l'esperto «che riporta l'applicazione della Legge 38 indietro di 6 mesi. Potevamo essere operativi nel giro di poche settimane; ora ciò non sarà possibile e il lavoro svolto finora dal Ministero della Salute e dalla Commissione dolore rischia di essere vanificato.
La mancata applicazione delle linee guida per l'attuazione della Legge 38» conclude «ha come uniche vittime i pazienti con dolore cronico e i malati terminali».






