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Certificati on line: Brunetta accelera, i sindacati frenano

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Da metà settembre l'invio telematico delle certificazioni di malattia entrerà a regime. Sanzioni ai medici comprese. La promessa - che sa anche di avvertimento - arriva dal ministro per l'Innovazione e la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: le Regioni, si legge in un'intervista a Il Sole-24Ore, sono state invitate ad accelerare l'invio dei "pin code" ai medici certificatori e lo stesso dicastero avrebbe verificato con Inps e Sogei l'operatività del sistema in ogni singolo passaggio.

Tutti i tasselli, in sostanza, stanno andando al loro posto e il conto alla rovescia è già partito. Questo per Brunetta, perché dal fronte dei medici arrivano opinioni nettamente opposte. «Dubitiamo che il sistema possa essere dichiarato operativo da settembre» dice per esempio Domenico Iscaro, presidente di Anaao-Assomed «c'è prima da risolvere problema di organizzazione del lavoro a fronte di una pianta organica già gravemente penalizzata dalla Manovra».

Sulla stessa linea la Fimmg, che da qualche settimana ha istituito un indirizzo mail al quale i medici possono scrivere per riportare le loro esperienze con la certificazione on line: «Per trasmettere non bastano pc e pin» ricorda il segretario nazionale della Federazione, Giacomo Milillo «molte Regioni non hanno ancora predisposto i collegamenti per studi e postazioni di guardia medica. La soluzione del call center serve a coprire buchi momentanei ma non può assorbire la maggior parte delle certificazioni».

Confermano i dati provenienti dal ministero della Salute: solo un medico su tre sarebbe "attrezzato" per inviare all'Inps i certificati, 60.126 curanti su un totale di 192.742 tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, guardie mediche e medici dipendenti di Asl e ospedali. E in un mese (dal 19 giugno al 18 luglio, periodo di collaudo) avrebbe viaggiato sul web solo il 3% circa dei 4,2 milioni di certificati che ogni mese sono inviati con il sistema cartaceo.

Intanto da Snami arriva la segnalazione di un punto debole nel sistema che rischia di creare seri problemi: «La scelta di impiegare il codice fiscale del medico come identificativo dell'utente al momento dell'accesso» spiega il presidente del sindacato autonomo, Angelo Testa «rappresenta un fattore di debolezza: non è difficile ricostruire il codice fiscale di un medico e tentare di accedere al sistema; la password è personale ma dopo tre immissioni errate l'utenza viene bloccata e il medico deve ripresentarsi all'Asl per un nuovo set di credenziali. Morale, chi volesse attaccare il sistema potrebbe reperire i codici fiscali di un certo numero di medici e disattivarne l'accesso con l'immissione di password errate».



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