di Elisabetta CanitanoLunedì il popolo degli operatori della sanità scende in piazza insieme alle famiglie dei bambini disabili. Una sanità pubblica, quella del Lazio, ridotta alla fame, in punto di morte per mancanza di finanziamenti governativi.
Il piano di rientro imposto dal commissario di governo punta sulla riduzione della spesa per il personale e prevede che si rimpiazzi solo il 10 % di coloro che vanno in pensione.
Se vai via il tuo posto di lavoro viene abolito. Il servizio dove lavoravi chiuso. Senza discrimine.




Come è noto, il Presidente Piero Marrazzo in qualità di Governatore della Regione Lazio, sottoscrivendo nel 2007 con il Governo Nazionale il Piano di rientro della sanità del Lazio, si è assunto la responsabilità di risanare in tre anni un sistema sanitario con 9,6 milioni di euro di debiti, ereditati dalla Giunta Storace.
Due culle vicine, in una c’è Giorgia e nell’altra Samuele. La piccola muore il 18 dicembre, il bambino il 24. Accade a Foggia, nel Reparto di terapia intensiva neonatale degli Ospedali riuniti.
Le Regioni che spendono troppo in sanità, spesso spendono male e offrono una peggiore qualità dei servizi. Questa è, a grandi linee, la conclusione dello studio del Cerm dal titolo significativo: "Dentro la scatola nera della spesa sanitaria regionale" 




