di Monica SoldanoA Roma, finalmente, si discute di preservativi nelle scuole, per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. E magari un giorno, si parlerà anche di contraccezione senza se e senza ma. Tuttavia, le modalità sono singolari, ma non imprevedibili: è bagarre politica.
Un liceo scientifico, il Keplero chiede di installare sei distributori di profilattici ed assorbenti nei bagni degli studenti, nell’ambito di un progetto di educazione alla salute. Obiettano subito alcune associazioni cosiddette cattoliche, il Popolo della vita e la Voce dei consumatori, definendolo inutile. Si aggiunge, poi, il sindaco Gianni Alemanno in persona, mentre gli studenti, i genitori e gli insegnanti assistono stupiti a tanta concitazione.
Una notizia che finisce su tutte le prime pagine delle cronache locali, come difficilmente capita, quando gli istituti sono inagibili e gli studenti impossibilitati a fare lezione. Ma il corpo e la sessualità fanno sempre notizia, soprattutto quella degli altri e questo si sa.
Ricapitolando, la Provincia di Roma, aveva approvato un anno fa alcuni progetti educativi per la salute dei giovani e, come in questo caso, per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. Infatti, gli incontri seminariali, con il sistema della comunicazione tra pari, che dovrebbero seguire, saranno tenuti al liceo Keplero dalla Lega Italiana contro l’Aids, la Lila. Sulla vicenda romana, chiediamo un commento ad Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente di Vita di Donna, da anni impegnata a fare da bussola ai disorientati.
Dottoressa Canitano, che rischi corrono oggi i giovani rispetto alla trasmissione delle malattie infettive?
Il rischio non deve essere mai sottovalutato. Dobbiamo educarli ad amarsi di più, a conoscersi, ma soprattutto a proteggersi. Non ha senso investire nei vaccini contro il papilloma virus per le giovanissime e poi non responsabilizzare i ragazzi o addirittura dirgli che è inutile. L’uso del profilattico è alla base della prevenzione di entrambi. Per non parlare del rischio di una gravidanza non desiderata.
Cosa è cambiato oggi, rispetto a questo?
Un tempo le ragazze di “buona famiglia” venivano tenute sotto stretto controllo e le altre pagavano il prezzo di una società che emarginava le donne incinte fuori dal matrimonio. Venivano cacciate di casa, in nome di un'ipocrisia che voleva vederle sparire. Oggi i nostri giovani sono tutti mescolati. Fanno l'amore senza i pregiudizi di un tempo. Si abbracciano e si azzuffano come i cuccioli. Spesso, senza valutare le conseguenze, ma anche i più adulti, forse non le valutano a sufficienza, questo è anche il tema.
In tutto questo la sua associazione cosa propone?
Noi, spesso siamo costretti ad intervenire sull’emergenza. Così aiutiamo a contattare i medici reperibili per una prescrizione (ancora obbligatoria) per la cosiddetta contraccezione di emergenza o pillola del giorno dopo. Ma vorremmo intervenire prima. Le istituzioni devono fare di più, la Provincia di Roma ci sta provando, ma poi si finisce anche sui giornali con strane accuse.
Set as favorite
Bookmark
Email This






.jpg)
