
Per combattere quest’aritmia cardiaca, quando il ripristino del ritmo sinusale non avviene in maniera spontanea, si deve ricorrere all’uso di farmaci o di trattamenti invasivi.
Dall’University of Kansas Hospital arriva una ricerca, che punta sullo yoga, per cercare di fornire un’alternativa all’uso dei farmaci e dei trattamenti invasivi per quest’aritmia cardiaca, come si legge sul sito dell’università americana.
Sotto la guida del dottor Dhanunjaya Lakkireddy e con la collaborazione del Dr Jeanne Drisk, medicina integrativa, dal 2009 è iniziato uno studio, “Yoga My Heart”, per verificare le potenzialità di quest’antica disciplina nel trattamento delle anomalie del ritmo cardiaco.
Partito inizialmente con un monitoraggio cardiaco di base, della durata di 3 mesi, per un primo gruppo di 24 pazienti, si è passati nei successivi 3 mesi a fargli eseguire delle sessioni di yoga settimanali, incoraggiandoli nello stesso tempo a praticarlo anche nella propria abitazione e modificando le posizioni in base alla forma fisica dei singoli partecipanti.
Altri due gruppi di persone sono stati arruolati, rispettivamente ad agosto e dicembre 2009, nell’ambito dello stesso studio e sottoposti al medesimo iter del primo gruppo, monitorando infine tutti i partecipanti per recidive di fibrillazione atriale.
Secondo il dr. Lakkireddy, “i primi risultati sembrano promettenti” anche su persone che non avevano mai praticato nulla di simile, poiché lo yoga influisce “sul ritmo cardiaco attraverso la sua notevole influenza sul sistema nervoso centrale e autonomo”
Per i ricercatori, lo yoga può mediare la connessione tra mente e corpo e la fibrillazione atriale, dipende in maniera notevole dalla comunicazione tra il cuore ed il cervello.






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