
Ma il numero assume dimensioni più preoccupanti se si prendono in considerazione gli ultimi 10 anni, allora le persone rimaste senza lavoro o che hanno comunque subito cambiamenti importanti in questo ambito, sono circa 274 mila.
A fornire i dati è il Censis che, insieme con la Roche e la Favo, ha condotto la prima indagine a livello nazionale coinvolgendo oltre 1.000 pazienti e 700 caregiver (persone che offrono cure ed assistenza al malato come familiari, amici o persone con ruoli diversi, che variano a seconda delle necessità dell'assistito).
Così i dati dello studio indicano anche che l’80% dei malati di cancro è andato incontro a cambiamenti importanti nella sfera lavorativa che vanno dalla perdita del lavoro alla sensibile diminuzione del reddito.
Il tumore è di fatto una malattia sociale che richiede “una risposta medica e assistenziale all'altezza, coinvolge anche la vita delle persone, i ruoli sociali, l'insieme delle attività e le relazioni”, spiega Giuseppe De Rita, presidente del Censis.
Infatti l’82,5% dei malati di cancro ha una persona di riferimento su cui contare. Nel 62,3% dei casi sono le mogli o i conviventi che si prodigano in un impegno quotidiano per fornire le cure e l’assistenza necessaria.
Altri dati, il 68,3% dei cosiddetti caregiver convive con il malato che nel 6,7% dei casi non è autosufficiente. Altro dato preoccupante è quello dell’età dei caregiver, un terzo di questi ha infatti superato i 65 anni.
Fonte: Ansa e Censis.it
Trackback(0)
TrackBack URI for this entryCommenti (1)
...
Ero impiegata in un'azienda di Rimini, ho dovuto dare le dimissioni dopo un anno circa di malattia perchè alla mia richiesta di part time provvisoria, per finire la radioterapia, mi è stato detto di no! Avrei voluto protestare nel piazzale di quell'azienda con cartelloni e striscioni, ma il timore di avere poi dei precedenti mi ha bloccata! Ad ogni modo grazie ad un avvocato ho ottenuto il male minore...e l'azienda era a gestione familiare!!!
L'augurio per loro: la ruota gira, ma sperate di non avere mai bisogno di sottoporvi a cure tanto deleterie...in quei casi si lotta prima di tutto contro la vita e non per mantenere il posto di lavoro.






.jpg)
