Un intervento davvero delicato quello subito da un 61enne umbro al quale, grazie all’equipe di chirurghi dell’Ospedale di Perugia, non è stato necessario amputare il pene. Una forma rara di tumore ai genitali (con interessamento anche del pube e dell’inguine destro) era stata riscontrata nel paziente, un quadro clinico molto complesso che con l’amputazione dell’apparato genitale avrebbe provocato senza dubbio ulteriori danni psicologi.
Evitare dunque una soluzione così drastica è stato per fortuna possibile. Non solo, l’equipe diretta dal professor Massimo Porena ha garantito al paziente il recupero della piena funzionalità sessuale entro 30 giorni circa.
"I controlli effettuati nel periodo post operatorio hanno dato esito assolutamente confortante sotto questo aspetto", ha assicurato il professore.
L’intervento, che sarà presentato al congresso della Società americana di urologia, ha previsto inizialmente due fasi: una demolitiva (per debellare il tumore), l’altra ricostruttiva (per ricoprire l’organo genitale).
Quindi attraverso una speciale tecnica ‘per la trasposizione del pene in una tasca ricavata all'interno dello scroto’, è stato possibile scongiurare l’ipotesi peggiore per il paziente che, cosa principale, ha vinto la malattia.
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