La sentenza di un tribunale americano, che toglie la custodia dei figli ad una madre disoccupata, colpita da un tumore al seno, per affidarla all’ex marito, che dopo averla picchiata, tradita ed abbandonata nel corso della malattia, per andare a lavorare in un'altra città, anche senza denaro, ci lascia francamente senza parole.
La storia è quella d’Alaina Giordano, una ragazza di 36 anni di New York, che dopo aver scoperto di aver un tumore al seno, tre anni fa, si ritrova prima abbandonata dal marito violento e poi a dover affrontare, oltre alla sua malattia, la battaglia legale per l’affidamento dei figli, che l’ex marito Kane Snyder, ha intrapreso.
La sentenza, favorevole per l’uomo, è stata emessa dal giudice Nancy Gordon, del Nord Carolina, che ha basato la sua decisione, sulla base di una relazione della psicologa forense Helen Brantley che scrive: “Il decorso della malattia è ignoto e quindi maggior contatto i figli hanno col genitore non malato, meglio sarà per loro. I bambini vogliono un’infanzia normale e questa non è possibile con un genitore malato”.
In seguito a questa sentenza, i figli d’Alaina, Sofia e Bud, di 11 e 5 anni, dovranno andare a vivere con il padre entro il 17 giugno e poco importa se la madre, ex giornalista, rimasta senza lavoro a causa della malattia potrà vederli poco o niente.
In molti si sono già schierati contro questa sentenza, privati cittadini, psicologi e medici, come Art Caplan, direttore del Centro di bioetica dell’Università della Pennsylvania, secondo cui a parte il “pessimo precedente”, creato dal caso, “Nessuno accetterebbe mai una legge secondo cui solo le persone in salute possono essere genitori idonei”.
Se i fatti sono tutti questi, forse il nocciolo del problema sta, nell’assimilare, di fatto, un malato di tumore ad un appestato, calpestando ogni principio di dignità, giustizia e decoro, sia per la madre, sia per i figli. (Fonte: TGCOM)






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