
La Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO) è una patologia che colpisce i polmoni e che si caratterizza con un’ostruzione irreversibile delle vie aeree. Si estende progressivamente in presenza di un’infiammazione cronica del tessuto polmonare e provoca una ridotta capacità respiratoria.
Ovviamente uno dei fattori di rischio è il fumo di sigaretta, ma anche il fumo passivo può concorrere all’insorgenza della malattia.
Se si pensa che in Italia, oltre a morire ogni anno 70 mila persone a causa del fumo e che, nonostante i messaggi di avvertimento, 12 milioni di italiani si ostinano a fumare 70 miliardi di sigarette ogni anno, si può tranquillamente affermare che le strategie di dissuasione dal fumo non funzionino come dovrebbero.
Quindi gli esperti avvertono l’esigenza di nuove strategie di comunicazione e quella di non consentire il logo sui pacchetti di sigarette potrebbe essere una di queste.
Stefano Centani, presidente della Società italiana di medicina respiratoria (SIMER) e Ordinario Malattie Respiratorie Università degli Studi di Milano, spiega quanto sia dura la lotta contro le multinazionali del tabacco. Negli Usa in la proposta infatti non è passata , “ma se si riuscisse potrebbe essere una svolta poiché annullare un marchio commerciale potrebbe determinare disaffezione”, aggiunge Centani auspicando l’impegno dei paesi europei.
Inoltre nei messaggi negativi sarebbe opportuno non soffermarsi troppo sulle patologie. Riferendosi ai giovani, Centani spiega che non serve spaventarli con il rischio di malattie mortali, può invece servire di più richiamare la loro attenzione su altri effetti legati al fumo come il cattivo odore dell’alito e della pelle, denti e capelli che si rovinano, una ridotta potenza sessuale.
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L'idea di smettere di venderle, purtroppo, alimenterebbe solo il mercato nero, e la gente non smetterebbe di fumare solo perché le sigarette non sono più in vendita, come non smette di drogarsi solo perché le droghe sono illegali.
piuttosto farei pagare alle multinazionali del tabacco i costi sanitari legato alle malattie che i loro prodotti causano, o perlomeno una parte: un paziente con tumore ai polmoni costa circa mille euro al giorno al sistema sanitario, uno con la bpco circa 500...
Se vogliono continuare a lucrare sulla salute, che almeno ne paghino i conti
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Quindi credo siano queste le ragioni per cui non bisogna fumare, ma per chi fuma è impossibile tenerne conto e così andremo avanti per moltissimi anni.
L'errore credo sia quello che non viene fatto nulla da chi svolge l'attività educativa, perpetuando così il vizio del fumo.
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La prevenzione è comunque la cosa migliore da sempre. Parlare ai nostri figli e spiegare il male che si fanno é il vero primo passo ( ma poi fa davvero così male ?)
Per equità, comunque si dovrebbero mettere gli stessi messaggi nelle bottiglie di vini e liquori, nelle lattine di olio di semi viri e di soia, nei cosmetici ( tasto dolente per molte ) e la lista è lunga... toh ! pensa che dovrebbero mettere messaggi di morte anche si pacchettini delle patatine di McDonald !!! E chi lo dice ai mie figli ?
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Metti in dubbio che il fumo faccia sminuendo l'efficacia di questo articolo.
A cosa serve il tuo commento?
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E' necessario un messaggio positivo... del tipo se non fumi sei più fico, fai sesso meglio... ecc
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Purtroppo molte bugie vengono dette e molte verità taciute. Ffumare 3 o 5 sigarette al giorno significa proteffersi dalle infezioni intestinali e polmonari. L'acido nicotinico è un amminoacido essnziale che previene , ****non è una balla* **** il cancro al polmone. Tanto che é uno dei componemti principali nella cura del cancro al polmone. Queste sono nostizie vere e verificabili. Ma la mia sorpresa grande è stata nel leggere alcuniarticoli, anzi.. molti articoli firmati e documentati, su un sito che si chiama forcesitaly. Non é che io reda a tutto, ma un forte dubbio me lo hanno messo addosso. E non riuscendo a trovare nulla che confuta le ipotesi ( voglio chiamarle così anche se per gli autori di quel sito sono tesi) i miei dubbi sono ancora maggiori. Date, se volete, anche voi una sbirciata a quel sito e magari confortatemi. Ma con argomenti seri ovvio. La rete deve anche servie per avere informazioni aattendibili, da fonti attendibili e con argomenti attendibili.
grazie a tutti.
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ho smesso seguendo il metodo del "libro". Argutamente suggerisce che fumare rende l' alito cattivo, fa sputare, richiede tempo, distrae, costa ecc ecc.
Fa anche notare che puntare sulla forza di volontà non serve perchè alla fine poi la voglia che ti resta ti frega. E a me questa voglia di fondo mi aveva attirato inesorabilmente verso la sigaretta ormai troppe volte.
Gente, c'è chi vende acqua, persino aria . . . pensate che questi qua . . .che vendono fumo . . . fanno soldi a palate!!!!
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2) Togliere dalle sigarette gli aromi che servono a coprire i cattivi sapori.
3) Raddoppiarne il costo.
4) Fare campagne pubblicitaria dove il fumatore non è uno tosto ma solo un povero emarginato che non riesce a gestire i problemi in altro modo.






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