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Sclerosi multipla e Ccsvi, nasce il Centro malattie vascolari

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Insufficienza venosa

Prendo spunto dalla notizia della creazione in Italia a Ferrara del “Centro Malattie Vascolari” diretto dal professor Paolo Zamboni, padre della teoria che associa l'insufficienza venosa cerebro-spinale cronica (Ccsvi) alla sclerosi multipla, per parlare dell’atteggiamento di una parte della comunità scientifica di fronte a nuove teorie o scoperte.
 
Facciamo un passo indietro, il professor Zamboni, docente del Dipartimento di Scienze chirurgiche, anestesiologiche e radiologiche all’Università di Ferrara, nel 2007 inizia uno studio sulla sclerosi multipla e scopre che un restringimento di vene
esterne al cervello limita il deflusso del sangue venoso (insufficienza venosa cronica cerebrospinale) potrebbe essere la causa di danno del tessuto cerebrale e dei neuroni.

Constatato che questa condizione avveniva più facilmente nei pazienti affetti da sclerosi multipla, il Professor Zamboni ha proseguito il suo lavoro e dopo una prima fase di scetticismo da parte della comunità scientifica, dagli Stati Uniti e dal Canada hanno cominciato a lavorare sulla teoria e a collaborare. 

Detto che lo scetticismo senza verifica non mi meraviglia, cosa già vista, quello che rimane in ogni caso costante nel tempo, è che alcuni scienziati, che dovrebbero avere “una mentalità aperta” a nuove idee e teorie, le contrastino, senza aver neppure provato a verificarle e studiarle.

Certamente è impossibile stare dietro a tutto, ma soprattutto alla presenza di malattie le cui cause non sono ancora state ben capite, conoscere e verificare nuove teorie per un ricercatore, come dice la parola stessa, dovrebbe essere la prassi e solo dopo averlo fatto criticare o accettare.

In molti ambiti, anche fuori di quello medico, abbiamo visto bollare come false nuove teorie, per poi vederle accettare, dimenticando spesso quell’approccio scientifico invocato solo quando è “utile”.

Non so se questa teoria potrà portare ad una cura o soltanto ad alleviare i disagi delle persone affette dalla sclerosi multipla o se non potrà farlo, ma sinceramente mi piacerebbe, vedere accettate o bocciate, teorie e studi su basi scientifiche e non su basi derivanti dalla posizione e dal prestigio, tenendo sempre presente che dietro ad una malattia c’è sempre un essere umano.

Nel nostro Paese di queste cose né abbiamo viste a sufficienza, è ora di cambiare registro.



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Finalmente un intervista e delle parole "sane". Io la penso esattamente così. Invece di rosicare sulle scoperte altrui che i medici neurologi si impegnassero a condividere e verificare..e andare avanti nella ricerca. Si fa presto a fare carta vince carta perde con i tre soliti farnaci e cambiarli a seconda del tempo di assunzione. Io sono contro ogni forma di "esaltazione"...ma ben vengano le nuove scoperte se queste possono portare anche solo a togliere un sintomo. (compagna di un malato di sclerosi multipla) .... e come sempre aggiugo... che le persone per parlare dovrebbero prima vivere questa condizione anche solo per un giorno. Grazie
Alessandra marinucci , marzo 29, 2010

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