
Constatato che questa condizione avveniva più facilmente nei pazienti affetti da sclerosi multipla, il Professor Zamboni ha proseguito il suo lavoro e dopo una prima fase di scetticismo da parte della comunità scientifica, dagli Stati Uniti e dal Canada hanno cominciato a lavorare sulla teoria e a collaborare.
Detto che lo scetticismo senza verifica non mi meraviglia, cosa già vista, quello che rimane in ogni caso costante nel tempo, è che alcuni scienziati, che dovrebbero avere “una mentalità aperta” a nuove idee e teorie, le contrastino, senza aver neppure provato a verificarle e studiarle.
Certamente è impossibile stare dietro a tutto, ma soprattutto alla presenza di malattie le cui cause non sono ancora state ben capite, conoscere e verificare nuove teorie per un ricercatore, come dice la parola stessa, dovrebbe essere la prassi e solo dopo averlo fatto criticare o accettare.
In molti ambiti, anche fuori di quello medico, abbiamo visto bollare come false nuove teorie, per poi vederle accettare, dimenticando spesso quell’approccio scientifico invocato solo quando è “utile”.
Non so se questa teoria potrà portare ad una cura o soltanto ad alleviare i disagi delle persone affette dalla sclerosi multipla o se non potrà farlo, ma sinceramente mi piacerebbe, vedere accettate o bocciate, teorie e studi su basi scientifiche e non su basi derivanti dalla posizione e dal prestigio, tenendo sempre presente che dietro ad una malattia c’è sempre un essere umano.
Nel nostro Paese di queste cose né abbiamo viste a sufficienza, è ora di cambiare registro.






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