Strano Paese, ma ancora di più strana gente, sì perché finche si parla di gossip o di sport, avere opinioni diverse o non averle per niente, non rappresenta un problema, ma quando si parla di farmaci salva vita o meglio della vita della gente, non si dovrebbero avere opinioni differenti.
Nel nostro Paese, i farmaci innovativi oncologici, sono disponibili solo per il 30% dei malati, con enormi differenze tra le regioni, e possono passare anche anni, dal momento della loro autorizzazione, da parte di Ema e dell’Aifa e la loro disponibilità nei prontuari terapeutici ospedalieri italiani.
Sì perché dopo l’approvazione necessaria da parte degli organismi competenti, nel nostro paese è l’Aifa, l’agenzia Italiana del Farmaco, i nuovi farmaci devono attendere i tempi ed i modi delle singole regioni per la loro effettiva introduzione sul campo.
La denuncia arriva dall’Associazione Italiana d’Oncologia Medica e dalla federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia, parallelamente alla proposta di modificare il decreto milleproroghe, in modo di rendere immediatamente disponibili i farmaci oncologici innovativi, che hanno ottenuto le dovute autorizzazioni a livello europeo ed italiano, in tutto il territorio nazionale, senza altre perdite di tempo.






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