Il dolore cronico muscoloscheletrico, la cui misura è data dal numero delle sedi di localizzazione, dalla severità o dall'interferenza con lo svolgimento delle attività quotidiane, risulta associato a un aumento del rischio di cadute negli anziani.
Lo ha stabilito Mobilize, uno studio di popolazione, pubblicato su Journal of the American Medical Association, che ha riguardato circa 750 individui, di età pari o superiore a 70 anni, a cui è stato chiesto di annotare il numero di cadute, nel corso di 18 mesi.
Durante il follow-up, si sono verificati oltre mille episodi di cedimento. La presenza di due o più sedi di dolore, all'inizio dell'indagine, è risultata associata a una maggiore frequenza di cadute. In particolare, l'incidenza per persona all'anno è apparsa di: 1,18 in 300 partecipanti con 2 o più regioni di localizzazione; 0,90 in 181 individui con singoli punti doloranti e 0,78 in 267 anziani senza sofferenza.
In conclusione, il numero più elevato di cadute è stato riscontrato negli individui: con 2 o più sedi dolorose (rate ratio= 1,53); con dolori più intensi (rr= 1,53) e con maggiore interferenza nello svolgimento delle attività quotidiane (rr= 1,53) rispetto a quelli senza dolore o con i valori più bassi di intensità. (L.A.)
Jama 2009, 302, 20, 2214-2221
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