Una sentenza caratterizzata da un'interpretazione «eccessiva» e che, rappresentando un «precedente», rischia di «mettere in crisi un intero sistema». Così il presidente della Federazione degli ordini dei medici e odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco, commenta la decisione del tribunale di Firenze che ha condannato una pediatra a risarcire il danno per la morte di una bambina di 10 anni, sua paziente, causata da un errore di diagnosi della sua sostituta, anche se era assente per le ferie e aveva il telefono staccato.
«Questo tipo di interpretazione del principio civilistico di "risarcimento" e "responsabilità"» ha sottolineato Bianco «segna qualche eccesso». La magistratura, spiega il presidente Fnomceo, «ha cioè in questo caso creato un profilo di responsabilità nuovo».
Ma, avverte Bianco, «dilatare il profilo di responsabilità e il concetto di danno, attribuendo come nel caso drammatico di Firenze la responsabilità dell'accaduto anche al medico assente, determina una certa creatività sul piano civilistico che rischia di rendere difficile il rapporto tra medici, pazienti e istituzioni».
Inoltre, afferma Bianco, una situazione simile potrebbe profilarsi anche per i medici di famiglia, i quali se in ferie vengono sostituiti da medici che hanno un pari grado. Questa sentenza dunque, conclude il rappresentante dei medici, «rappresenta un precedente e un elemento che rischia di mettere in crisi un intero sistema di relazioni».
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