Alle parole di Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, Ignazio Marino proprio non ci sta. "Nonostante quanto sostenga la Polverini - dice il presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale - quella verificatasi al Policlinico Gemelli è scientificamente definita una epidemia di contagio nosocomiale".Sono oltre 100 i bambini contagiati dal virus della TBC, e nell'intervista rilasciata al quotidiano il Messaggero Marino è perplesso sull'intenzione della Polverini di prendere provvedimenti soltanto dopo aver avuto un confronto con il ministro della Salute.
Secondo Marino quello che serve è un decreto urgente della Regione Lazio che introduca l'obbligo annuale di screening per la tubercolosi per "tutti gli operatori dei reparti ad alto rischio, in tutti gli ospedali e in tutte le strutture sanitarie private".
Per Marino non ha alcun senso attendere il rientro dalle ferie del ministro della Salute e di tutti "gli organismi competenti in questa vicenda". Il senatore spiega che gli strumenti per fare prevenzione già sono esistenti e "non c'è certo bisogno di convegni scientifici o riunioni politiche per attuarli".
Per il presidente della Commissione sul SSN è inoltre incomprensibile che in un ospedale dichiarato d'eccellenza, come quello delle Policlinico Gemelli, "non ci si sia resi conto in tempo che un'infermiera era ammalata di tubercolosi".
Secondo Marino un numero di contagi così alto come quello verificatosi al Gemelli sarebbe comprensibile se parlassimo del "Rwanda o del Congo, dove purtroppo la tbc è molto diffusa, non a Roma".
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