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Influenza A, dopo l’allarme, la svendita delle scorte di vaccino

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Se la salute delle persone non fosse cosa seria, ci scapperebbe perfino di sorridere. Tutti i paesi che hanno fatto scorte di vaccino, per prevenire e mitigare i danni che l’influenza A poteva fare, si trovano oggi ad aver impiegato piccole quantità per le vaccinazioni.

La Francia, che aveva acquistato circa 94 milioni di dosi, ne ha impiegate solo 5 milioni e dopo aver annullato un altro ordine programmato da 50 milioni di dosi sta iniziando a vendere il suo stock a Qatar ed Egitto.

La Germania, a fronte di un acquisto di 50 milioni di dosi, ne ha impiegate solo 6 milioni e sono in trattative con alcuni paesi per vendere parte della loro scorta.

L’Italia, a fine dello scorso anno, a fronte di 7,5 milioni di dosi distribuite i vaccinati erano 800 mila e il Ministero della sanità non autorizzerà la vendita di parte delle scorte prima d’inizio Febbraio 2010, data di scadenza della campagna di vaccinazione programmata.

Ora sarebbe interessante capire se a fronte di milioni di dosi di vaccino acquistate in tutto il mondo, che percentuale effettivamente è stata impiegata e il perché il numero delle vaccinazioni è così basso rispetto al numero delle dosi sempre che i dati comunicati sono corretti.

Sarebbe ancora più interessante capire se l’influenza A e stata sopravvalutata prima, acquistando dosi in eccesso o se sia sottovalutata ora vendendo le scorte. D’allarmi negli anni passati per vari tipi di possibili epidemie c’e ne sono stati diversi e anche se poi non sono stati cosi virulenti è corretto che la sanità mondiale si attivi e intervenga, spiegandoci poi cosa è stato fatto e perchè


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