
Primo dato evidente è l’importanza della prevenzione che, unita ad uno stile di vita corretto (come dieta sana e stop al fumo) aiuta a tenere sotto controllo la patologia.
Sono state monitorate più di 800.000 persone colpite da infarto tra il 2002 e il 2010 ed è stato notato che, nella fascia d’età tra i 65 e i 74 anni, i decessi sono diminuiti del 50%.
Questo dato, hanno specificato i ricercatori, è stato ottenuto grazie ai “Miglioramenti nel National health service, il servizio sanitario nazionale britannico, la scoperta di farmaci curativi e preventivi, utili cambiamenti negli stili di vita”.
Sono gli uomini ad essere più colpiti dall’infarto, mentre con l’arrivo della menopausa il rapporto torna alla parità. Importante anche il ricovero immediato in ospedale che riduce il rischio di morte del 7%.
Diverse sono state le sperimentazioni con staminali adulte per cercare di rigenerare il cuore malato, fino ad ora però non hanno dato risultati soddisfacenti. Uno studio italiano, pubblicato dalla rivista internazionale Cell death and differentiation,ha aperto la speranza alla cura rigenerativa del cuore.
Roberto Rizzi e Claudia Bearzi a capo di questo importante studio finanziato dal ministero della salute. Al centro della ricerca la possibilità di creare in laboratorio cellule staminali che hanno le stesse potenzialità di quelle embrionali.






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