L’epatite C, affligge nel Mondo milioni di persone, spesso inconsapevoli di avere contratto l’infezione, che in molti casi è asintomatica e solo attraverso uno specifico test è possibile individuarla e combatterla con dei farmaci, da tempo in uso per questa patologia.
Un gruppo di ricercatori internazionali, coordinati dall’Università di Strasburgo, ha individuato due enzimi, EFGR ed EphA2, che sembrano essere il mezzo che permette al virus dell’epatite C di attecchire sulle cellule epatiche.
Lo studio, pubblicato online su Nature Medicine, dopo essere stato condotto su modello animale è stato allargato ad un primo gruppo di persone affette dal virus e i primi risultati, a detta dei ricercatori, sono positivi, essendo riusciti a bloccare l’enzima EFGR, impiegando un farmaco, l'Erlotinib, già in uso per il cancro al polmone e rallentando lo sviluppo dell’infezione negli animali.
Per i ricercatori, la scoperta dei due enzimi, potrebbe portare allo sviluppo di nuovi e più efficienti farmaci contro l’epatite C, ricordando che quelli in uso, non sempre riescono a bloccare l’infezione, anche se i protocolli utilizzati negli ultimi anni, hanno di molto aumentato le percentuali dei successi dei trattamenti.






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