Contrariamente alle loro coetanee, per le quali andare dal ginecologo è prassi comune, i ragazzi tra i 18 ed i 24 anni non vanno dall’andrologo, o meglio solo il 21% di loro lo fa, preferendo a quello dello specialista, il consiglio degli amici.
Questa e molto altro, è emerso dai dati della campagna Amico/Andrologo condotta nel 2009/2010 dalla Società Italiana d’Andrologia Medica e Medicina della Sessualità (SIAMS), presentata ieri al Ministero della Salute.
La notizia, riportata dall’Agi, fa riflettere, considerando che l’indagine è stata condotta nelle scuole di sei regioni italiane, dove sono stati visitati 3.310 ragazzi, il 41,8% dei quali presentava alterazioni di natura scrotale o testicolare, condizione questa ultima, che può alterare lo sviluppo dei genitali, provocando infertilità in età adulta.
All’incremento dei disordini di sviluppo dei genitali, che emerge dalla lettura dei dati, corrisponde quello della composizione e qualità del liquido seminale, con possibile rischio d’infertilità nell’età adulta.
Per il professor Andrea Lanzi, presidente della Fondazione benessere in Andrologia-Amico Andrologo onlus “La prevenzione e' importante, tanto piu' che l'80% di queste patologie sono risolvibili se si interviene precocemente”.
Gli andrologi della Siams hanno anche stilato un decalogo, “le dieci regole per salvaguardare la fertilità di lui”, rivolto ai ragazzi, ma non solo.






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