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Gb: a 12 anni salvato dalle staminali del fratello concepito in provetta

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Gb: a 12 anni salvato dalle staminali del fratello concepito in provettaConcepito in provetta, grazie alla diagnosi pre-impianto salva la vita al fratello.

Charlie Withaker, un bambino londinese che oggi ha 12 anni, ha vissuto per anni sottoponendosi ogni due settimane a trasfusioni di sangue e lunghe degenze ospedaliere. Affetto da una rara malattia, la Diamond Blackfan Anemia (Dba), una forma di anemia che colpisce circa 700 persone nel mondo, Charlie aveva solo una speranza, quella di un trapianto di staminali.

I genitori sono donatori incompatibili ma non si perdono d'animo, i medici chiariscono che l'unica possibilità è quella di dare a Charlie un fratellino compatibile concependolo "in provetta". Ma per far ciò è necessario essere sicuri che il futuro fratellino non abbia la stessa malattia, c'è infatti una possibilità su cinquanta.

E' necessario quindi selezionare l'embrione, ma per L'Autorità britannica per l'embriologia e la fertilità umana (Hfea) la procedura non è legale e nemmeno etica. Siamo nel 2002 e i genitori di Charlie non si arrendono, volano negli Stati Uniti, dove invece la diagnosi genetica di pre-impianto (PGD) per la selezione dell'embrione è consentita e concepiscono il piccolo Jamie che nasce in Inghilterra nel 2003.

Jaime è un donatore compatibile per Charlie, così i medici prelevano dal suo cordone ombelicale le cellule necessarie al trapianto mentre in Gran Bretagna si accendono furiose polemiche. Successivamente, nel 2004, la Hfea ha ammorbidito le sue posizioni riguardo la diagnosi pre-impianto.

Da allora Charlie sta bene, dopo anni di controlli sanitari il padre Jayson ha annunciato che il figlio è salvo, ma le polemiche si riaccendono e i detrattori della procedura accusano i genitori di aver messo al mondo il piccolo Jaime per avere dei "pezzi di ricambio". Ma la madre Michelle, intervistata dal Daily Telegraph dice che non è così: "Per noi è il 'fratellino salvatore".

In Italia a regolare la procreazione medicalmente assistita è la legge 40. Una legge molto criticata per i limiti serissimi che introduce nelle procedure di inseminazione e soprattutto alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni.

Una legge che dal suo varo è stata smontata in alcune sue parti sia dai tribunali che dalla Corte di Cassazione. La legge 40 vieta la diagnosi genetica di pre-impianto, quella utilizzata dai genitori di Charlie, ma su ricorso di alcune coppie i tribunali italiani hanno dato un diverso parere ordinandone invece l'esecuzione.


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Io penso sia una legge "giusta" quando consente di concepire un bambino sano, nei casi in cui il rischio genetico di malattie fortemente invalidanti, renderebbero la vita più difficile di quanto già non sia.
Io penso che si abbia una applicazione "non giusta" della legge, quando viene "usata" per concepire un figlio/a che "serve" a "proteggere, salvare, aiutare" un'altra persona, sia pure un fratello o sorella.
Io mi chiedo come possa vivere la propria storia il "fratellino salvatore, e quali saranno i rischi per la sua salute psichica.
Credo sia una legge che necessita di un'ampia discussione pubblica, scientifica, laica, etica, seria, approfondita.
L.B.
Lidia Beduschi , maggio 08, 2011

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