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Epatiti: 2,5 mln di italiani infetti, è record europeo

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Epatiti B e C: 2,5 mln di italiani infetti, è record europeoSono circa 2,5 milioni gli italiani infettati dal virus dell'epatite, un numero così alto da mettere l'Italia al primo posto della classifica europea.

Un milione mezzo sono affetti da epatite tipo C (Hcv), a questi vanno aggiunti circa 300.000 con la cirrosi. Per quanto riguarda l'epatite di tipo B (Hbv) le persone colpite sono 700.000 con un numero di cirrotici che si avvicina a 100.000.

A dare il quadro della situazione, non certo allegra, è il Ministero della Salute nel corso di una iniziativa tenutasi oggi è intitolata "Conferenza sulle epatiti".

Stando alle stime fornite dall'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, circa un terzo della popolazione mondiale vive con il virus dell'epatite B. 350 milioni sono le infezioni croniche a cui si aggiungono ogni anno 4 milioni di nuovi casi.

Per quanto riguarda invece l'epatite di tipo C, i soggetti colpiti nel mondo sono 170 milioni con quasi 3-4 milioni di nuovi casi.

In Italia la situazione è ai limiti dell'emergenza sanitaria, soprattutto a causa di quelle infezioni da epatite B e C contratte negli anni '60 e '90 che hanno determinato una prevalenza di patologie epatiche e una particolare incidenza di tumori al fegato.

Il nostro Paese è infatti al primo posto per numero di persone colpite dal virus Hcv, cioè l'epatite di tipo C e per tumore al fegato ad essa correlato.

Antonio Gasbarrini, Presidente della Fondazione italiana ricerca in epatologia ha spiegato che"se consideriamo che ogni anno tra il 3 e il 5% delle persone affette da cirrosi epatica sviluppa il cancro è possibile stimare che si arrivi a circa 5-6mila nuovi casi di tumore ogni anno per infezione di epatite B e C”.

La cirrosi epatica è di fatto l'ultimo stadio della malattia e quando si verifica si rende necessario un trapianto di fegato. I dati forniti indicano che l'80% dei trapianti vengono eseguiti su pazienti affetti da epatite B e C.

Il prossimo anno l'Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) potrebbe approvare la commercializzazione di alcuni farmaci che nell'80% o 90% dei casi dovrebbero dare esiti positivi per quanto riguarda il virus Hcv.


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