Una selezione genetica degli embrioni, necessaria, per evitare una mutazione di un gene, BRCA1, associato allo sviluppo di vari tipi di tumori, come quello al seno o al pancreas, è stata realizzata per la prima volta in Spagna, prima di impiantarli su una donna, che ha poi dato alla luce un bambino libero dall’eredità familiare del cancro.
La donna, con una lunga storia familiare di tumori, si è rivolta ai medici del Puigvert-Sant Pau di Barcelona per essere inserita nel programma di riproduzione assistita, che per la legge Spagnola è autorizzato dalla Commissione nazionale di Riproduzione Assistita, solo per alcune patologie legate ad un singolo gene.
Nel caso di una patologia complessa, come il cancro, l’autorizzazione può essere concessa solo caso per caso, prendendo in esame una serie di fattori, come la gravità della patologia e la comparsa precoce della malattia.
Ottenuta l’autorizzazione, sono stati fecondati diversi ovuli ed ottenuti vari embrioni, ma solo due privi della mutazione ed impiantati, da uno di questi è nato un bambino, che senza la selezione genetica, avrebbe avuto 8 probabilità su 10 di sviluppare un tumore.
Come riportato da El Mundo, la diagnosi genetica preimpianto ha avuto successo, ma questo processo non è applicabile a tutti i pazienti con storie familiari di tumori e come sottolinea la direttrice dell’Istituto Borja de Bioética, Núria Terribas, “Si deve analizzare caso per caso, non siamo in grado di curare tutto”.






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