Non potranno circolare in Europa i farmaci prodotti dalla ricerca sulle cellule staminali derivate da embrione. Lo ha stabilito con l'ultima sentenza la Corte di giustizia europea.Lo status di embrione va riconosciuto non solo agli ovuli fecondati, ma anche quelli non fecondati in cui sia stato impiantato il nucleo di una cellula umana.
La normativa europea già esistente, che vietava di sfruttare economicamente le procedure e i medicinali ricavati dalla distruzione degli embrioni umani, viene ampliata.
La nuova sentenza della Corte di giustizia europea considera embrione ogni ovulo umano nel quale sia stato dato l'avvio al processo di sviluppo di un essere umano.
Su questi non sarà possibile effettuare sperimentazioni mirate allo sfruttamento economico.
Un provvedimento che secondo alcuni ricercatori bloccherà la ricerca. Preoccupato Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta Sistema Sanitario Nazionale.
"La questione centrale - dice Marino - è decidere cosa sia giusto fare di quegli embrioni abbandonati e conservati nel freddo. È giusto lasciarli morire? O utilizzare le preziosissime cellule per curare chi ha avuto una lesione alla colonna vertebrale o che non vede? Questo - conclude Marino - è il punto centrale a cui devono rispondere la politica e la società".
Insomma, quello che è certo è che come in ogni decisione che riguarda la vita umana, questa è una sentenza destinata a far discutere.
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