Secondo l’accusa, sospese le cure mediche tradizionali, per passare alla medicina ayurvedica, ad un bambino, affetto dalla nascita di fibrosi cistica, poi deceduto nel 2006 all’età di sei anni, per questo, il Tribunale di Bologna, ha condannato a due anni, con sospensione della pena il medico ayurvedico.
Il bambino, fino al settembre del 2005, era stato in cura, presso un centro specializzato di Verona e seguito dalla pediatra di base; poi, gli furono sospese le terapie tradizionali, per passare alla medicina ayurvedica fino al giorno della sua morte nel giugno del 2006.
Il medico ayurvedico, Guido Sartori, ha sempre negato d’essere lui il responsabile della sospensione delle cure tradizionali, avvenuta per libera scelta dei genitori, ma di diverso parere, il tribunale di Bologna, con la sentenza del giudice Luciana Caselli, che lo condanna in primo grado a due anni e dispone, che il medico risarcisca, con 220 mila euro i genitori e con 75 mila euro ciascuna delle due sorelle del bambino.
Per l’accusa, sono le regole mediche e la coscienza e non le scelte dei familiari a stabilire la cura, senza nessun intento di criminalizzare la medicina ayurvedica, ma ricordando che nei casi più gravi è bene non discostarsi dalle terapie tradizionali, sospendendo farmaci e cure salvavita. (Fonte: Agi)






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