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Aids: stop al "preservativo" in Rai, censurato il "profilattico"

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Aids: niente "preservativo" in Rai, censurato il "profilattico" Il Vaticano lo vieta ma almeno ne pronuncia la parola, stiamo parlando del profilattico o, come si preferisce, il preservativo. Sembra invece che al ministero della Salute e in Rai la parola sia vietata e impronunciabile anche in occasione della Giornata mondiale contro l'Aids.

Così il Corriere della Sera pubblica il testo di una e-mail indirizzata a tutte le redazioni e ai conduttori della trasmissioni Rai che hanno parlato dell'iniziativa.

L'e-mail, che sarebbe firmata da Laura De Pasquale, funzionaria Rai, chiede ai "carissimi" di non pronunciare espressamente la parola "profilattico" per andare incontro alla richiesta del ministero. Quest'ultimo, secondo l'e-mail, chiederebbe invece di "limitarsi al concetto generico di prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio".

L' ufficio stampa della Rai precisa successivamente che non risultano inviate e-mail con indicazioni del genere. Lo stesso portavoce del ministro della Salute Renato Balduzzi dice all'agenzia ASCA che "Nessuna indicazione è venuta dal ministero della Salute circa l'uso della parola profilattico e preservativo all'interno di programmi Rai nella giornata mondiale dell'Aids".

Ma a Rosaria Iardino, presidente Nps (Network Persone Sieropositive), non è sfuggito che, durante il comunicato ufficiale e nella conferenza stampa che illustravano la Giornata mondiale dell'AIDS, le parole profilattico o preservativo non venivano mai pronunciate.

Considerato che profilattico è tuttora la prima arma di difesa dal virus dell'AIDS, si può immaginare l'arrabbiatura della Iardino che ha sollevato la questione.

Così anche la politica entra in campo sulla faccenda. Silvana Mura (IDV) chiede che il ministro Balduzzi "chiarisca al più presto e ufficialmente la vicenda" che Paola Concia (PD) definisce "sconvolgente".

Il Partito Democratico, dopo le smentite del ministero della Salute, chiede che la Rai faccia chiarezza e chiede di conoscere l'autore materiale dell'e-mail inviata che "invitava i giornalisti del servizio pubblico a non pronunciare la parola profilattico e limitarsi a concetti generici di prevenzione nei comportamenti sessuali". Cosi Pina Picerno del Pd ha annunciato un'interrogazione parlamentare al ministro per lo Sviluppo Economico, Corrado Passera.

Ma intanto ci si chiede cosa ci sia dietro, anche se i sospetti, soprattutto delle associazioni gay, cadono su un qualche ruolo che la Chiesa avrebbe avuto nel suggerire questa proibizione.


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Ciao, conoscete Cesvi? È un' organizzazione umanitaria italiana che dal 2001 è impegnata nella lotta all’AIDS nell’Africa subsahariana. Quest'anno il progetto “Fermiamo l’AIDS sul nascere” compie dieci anni. Tramite l’SMS solidale al 45509, dal 27 novembre al 19 dicembre sarà possibile donare 2 euro.
zil , dicembre 05, 2011
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Ma che razza di notizia è questa? Mettete in mezzo la Chiesa, poi di te che in realtà non c'entra, poi il ministro, che però smentisce quindi non c'entra... ma non è che i signori che si occupano di queste questioni al posto di un comportamento preventivo preferiscano che invece gli altri si infettino, anche grazie al preservativo? Anche perché, parliamoci chiaro, tutta sta sicurezza il profilattico non la dà, andate a vedere le statistiche, se invece si imparasse a comportarsi da persone e non da bestie, si saprebbe come, quando e soprattutto con chi consumare dei rapporti. PREVENIRE è meglio che curare e la vera prevenzione parte da " prevenzione nei comportamenti sessuali e alla necessità di sottoporsi al test Hiv in caso di potenziale rischio"!
zamy , dicembre 05, 2011

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