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Violenza sulle donne, una giornata di lotta e di protesta

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Violenza sulle donne, una giornata di lotta e di protesta

Si celebra oggi la Giornata internazionale della violenza contro le donne. Una piaga dai numeri strabilianti. L’Istat ci dice che metà delle donne italiane tra i 14 e i 65 anni ha subito ricatti sessuali al lavoro, pedinamenti, atti di esibizionismo, molestie fisiche o verbali.

 Il ministro per la Pari Opportunità, Mara Carfagna, e la vice presidente del Senato, Emma Bonino, hanno firmato i primi due petali di rosa della campagna contro le Mgf promossa dall’Aidos Amnesty International, per l’abbandono della pratica delle mutilazioni genitali femminili in Italia, in Europa e nel mondo.Per un futuro in cui nessuna bambina sarà più costretta a subire questa atrocità.

Solo 16 giorni, fino al 10 dicembre, per raggiungere per raggiungere almeno 8 mila firme al giorno sul sito www.endfgm.eu.

Ieri le ministre dell’Unione Europea riunite a Bruxelles hanno chiesto che venga istituito un numero verde europeo per dare assistenza alle vittime di violenza.

C’è un’altra iniziativa europea contro lo stalking. Sta facendo passi avanti la proposta, che se approvata, consentirebbe di estendere la protezione anti-stalking in tutti i paesi della Ue.

Infatti solo 9 dei 27 paesi dell’Unione Europea si sono dotati di una legge contro lo stalking.

Al Palazzo di Vetro di New York molti governi stanno lavorando perché l’Assemblea Generale dell’Onu adotti una risoluzione per la messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili.

In Francia intanto è partita l’iniziativa “tutte in gonna” per la giornata di lotta contro le violenze sulle donne. E’ stata inoltre lanciata una petizione online contro lo stupro.

La situazione in Italia non è confortante. Sono 13.587 le donne che nel 2009 si sono rivolte ad uno dei 54 centri antiviolenza “dell’Associazione in rete contro la violenza”.

In Emilia Romagna, grazie ad un accordo tra il coordinamento “Centri antiviolenza dell’Emilia Romagna” e la Lega Coop, le donne vittime di violenza vengono aiutate a trovare lavoro e alloggio.

E’ della Sicilia il triste primato delle donne vittime di violenza che non denunciano gli aggressori. A rilevarlo sono i coordinamenti regionali donne Cgil, Cisl e Uil.

Nel Lazio le donne sono scese in piazza per protestare davanti alla Regione Lazio contro la proposta di legge, di stampo medievale, presentata dalla consigliera Pdl Tarzia.

Sempre contro la legge, definita una violenza contro la donna, in serata sono programmate altre iniziative alla Casa Internazionale delle Donne di Roma.



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