Nata con una rara sindrome, quella di Mayer Rokitansky Kuster, che comporta uno sviluppo nullo o incompleto degli organi riproduttivi, per la venticinquenne inglese Sara Ottosson, il trapianto d’utero, sembra la sola strada da percorrere, per poter avere dei figli, ma l’intervento è complicato ed ancora in fase sperimentale.
Per l’organo da impiantare non ci sono problemi, sua madre Eva di 56 anni è disposta a donarlo, ma saranno solo i medici a decidere se fare o no questo tipo d’intervento, tentato fino ad oggi solo una volta, nel 2000 in Arabia Saudita, su una donna di 26 anni, con esito negativo, fu rimosso dopo 3 mesi a causa di un coagulo di sangue.
L’intervento, di se già complicato e poco sperimentato, non sarebbe definitivo; poiché in caso d’esito positivo del trapianto, si dovrà procedere all’impianto dell’embrione congelato, ottenuto da materiale riproduttivo di Sara e del compagno e dopo l’eventuale parto, l’utero dovrà essere definitivamente rimosso dalla paziente.
L’operazione, se i medici decideranno di eseguirla, si farà in Svezia, dove rientra in un programma dell’Università di Goteborg. (Fonte: Il Secolo XIX)
La candida vaginalis, infezione vaginale, perdite e bruciori. Cure







.jpg)
