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Pillola del giorno dopo, SMIC: l'informazione è doverosa

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Intervista al Prof. Emilio Arisi, Presidente della SMIC (Società medica italiana per la contraccezione)

Un’articolata iniziativa di informazione a tutto campo rivolta sia a medici che alle donne dunque da parte delle società mediche della contraccezione. Quali sono a suo parere i luoghi comuni più diffusi e le opinioni errate che ancora persistono intorno alla contraccezione di emergenza, quali le carenze ancora a livello informativo?

Un’azione di informazione sulla contraccezione di emergenza ci è sembrata doverosa. I dati forniti dal Rapporto Sos pillola del giorno dopo” devono farci riflettere, non possiamo pensare che le donne debbano rivolgersi ad un’associazione per poter accedere alla contraccezione di emergenza. Si tratta di uno strumento importante per limitare il ricorso all’interruzione di gravidanza, come riconosciuto dalla stessa relazione ministeriale sull’applicazione della legge 194/78.

Le cifre sulle interruzioni di gravidanza per il periodo1998-2008 parlano chiaro. Sebbene si evidenzi una costante diminuzione nel numero di aborti, è proprio nella fascia di età 15 - 19 che si registra il decremento minore, pari al - 4,2%, contro un - 22%, per le fascia 20-29 anni e una media nazionale pari a -12,3%.

Vorrei ricordare in proposito che articolate iniziative di informazione sulla contraccezione e sull’educazione affettiva, realizzate nelle scuole con un respiro di lungo periodo in paesi del nord Europa stanno dando ora importanti risultati. Riteniamo inoltre che la nostra azione di informazione diretta ai medici possa sgombrare il campo a molti luoghi comuni sull’argomento e contribuisca fare chiarezza. Sebbene si stia diffondendo finalmente l’idea che non si tratta di un farmaco abortivo, molti ritengono ancora che la contraccezione di emergenza sia una bomba ormonale, opinione priva di fondamento viste le attuali formulazioni, come attestato dal documento dell’OMS dello scorso anno.

Si tratta di un farmaco sicuro, con effetti collaterali limitati e temporanei. Vorrei inoltre sottolineare che per la prescrizione della contraccezione di emergenza non è richiesta una visita medica, né una ecografia, né tantomeno un test di gravidanza. Credo comunque che conoscere bene il meccanismo di azione aiuti a confutare molte opinioni inesatte.

Ecco, allora cerchiamo di capire come funziona, il suo meccanismo di azione e qual è la sua efficacia.
La contraccezione di emergenza deve la sua efficacia al fatto che sposta in avanti o impedisce l’ovulazione. Nel caso del levonogestrel, la molecola alla base della contraccezione di emergenza attualmente presente in Italia, se il processo dell’ovulazione è già iniziato a questo punto la pillola del giorno dopo non agisce più. Diversamente la cosiddetta pillola dei 5 giorni dopo, (Ulipristal acetato nella dose 30 mg una tantum non ancora disponibile in Italia, ma presente in 24 paesi europei), pur funzionando in base a un meccanismo analogo, presenta una maggiore efficacia. Riesce infatti a bloccare l’ovulazione, anche se si sta innalzando il livello del LH che precede il processo ovulatorio, e lo ritarda di almeno 5 giorni, così rende inutilizzabile l’ovocita e infertili gli spermatozoi, quindi siamo in uno stadio successivo. Comunque, come è noto, la regola fondamentale per tutti farmaci della contraccezione di emergenza è di assumerli prima possibile, in quanto l’ efficacia è massima nelle prime 24 ore.

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Ufficio Stampa: 349 6862717, isi.stampa@gmail.com.

IN ARGOMENTO:

Pillola del giorno dopo: è giunto il momento di fare chiarezza
Pillola del giorno dopo, tutte le spiegazioni
Il servizio "Sos pillola del giorno dopo" di Vita di Donna




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...
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LA PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO bloccherebbe sempre l'ovulazione o la ritarda di 5 giorni?
FALSO.
Uno studio dettagliato citato in questo video
http://www.youtube.com/watch?v=hSkdodYMbB4
documenta che vi è un' AMPIA "FINESTRA" IN CUI L'EFFETTO CONTRACCETTIVO FALLISCE aprendo così la strada a quello ABORTIVO.
Le FALSITA' propagandate nell'articolo su questi metodi servono unicamente per averli facilmente in commercio senza sollevare problemi etici. Niente di nuovo dunque sotto il sole...
Gregorio (ginecologo) , giugno 09, 2011

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