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Pillola dei 5 giorni dopo, Roccella: si ma con il test di gravidanza - 2

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Pillola dei 5 giorni dopo, Roccella: si ma con il test di gravidanzaIl Css, Consiglio superiore della sanità, da' il via libera alla EllaOne, la pillola dei 5 giorni dopo, ma subordina la prescrizione del farmaco ad un test di gravidanza che escluda un concepimento in atto.

Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute, commenta la decisione del Css e sottolinea come la richiesta del test di gravidanza, sia "un paletto importante" sul quale l'Aifa, l'Agenzia per il farmaco, dovrà "modellare il protocollo" per la commercializzazione del contraccettivo di emergenza.

In sintesi la Roccella, salita agli onori della cronaca per l'ostruzionismo esibito in merito all'approvazione della Ru486, sostiene che "se c'e' un test che elimina ogni dubbio di gravidanza in atto" il farmaco è compatibile con le leggi italiane, altrimenti "bisogna invece seguire la legge 194".

Insomma, in Italia le cose normali le donne non riescono ad ottenerle. Se parliamo di contraccezione chimica orale, la scienza mette a disposizione la pillola anticoncezionale, si ma con la ricetta. Pillola del giorno dopo? anche questa con la ricetta obbligatoria. Pillola dei 5 giorni dopo? ricetta e test di gravidanza negativo.

C'è sempre un paletto, anche quando nel resto d'Europa la contraccezione viene favorita, senza "paletti", pur di evitare alle donne l'esperienza di un aborto.

E' un delirio tutto italiano. La Roccela, ex radicale, ex femminista e molto vicina alle gerarchie ecclesiastiche, non perde un colpo.

Cosa vuol dire, in termini pratici, che occorre un test di gravidanza negativo per ottenere la prescrizione della pillola dei 5 giorni dopo?

Proviamo ad immaginare. Il medico per prescrivere deve essere certo che la donna che ne fa richiesta non sia incinta. Cosa deve portare con se la donna, ammesso che trovi un medico non obiettore?

Un test rilasciato da un laboratorio di analisi? Oppure è sufficiente esibire un test già effettuato dopo averlo acquistato in farmacia? E cosa fa in questo caso il medico per cautelarsi da possibili controlli, archivia lo stick?

Forse no, magari gli ospedali o i consultori si attrezzeranno per sottoporre le donne al test nel momento in cui faranno richiesta della ricetta. Splendido, ci saranno strutture pubbliche, magari senza nemmeno un medico disposto a ricettare il farmaco, ma in compenso il Ssn offrirà un servizio di "test di gravidanza d'emergenza" (tanto paga il contribuente).

Leggo il foglietto illustrativo di un test di gravidanza acquistabile in farmacia e mi viene da ridere: "Basta mettere il test in un flacone d'urina (appena fatta) o sotto il getto d'urina e leggere la risposta circa 3 minuti dopo".

E si, la risata nervosa ci sta tutta. Come farà il medico ad essere sicuro che quella urina non è del gatto?

O vogliamo umiliare la donna, anche in questa occasione, pretendendo che la faccia davanti al sanitario?
 
Aggiornamento del 16 giugno

Apprendo dalla lettura dei giornali alcune precisazioni circa il test di gravidanza richiesto. Secondo il Css la EllaOne è un farmaco contraccettivo di emergenza controindicato nel caso di una gravidanza. Per questo motivo le indicazioni del Consiglio prevedono che la prescrizione sia effettuata solo dopo un test di gravidanza eseguito esclusivamente per via ematica.

Quindi, analisi del sangue per ottenere la ricetta..

Nel frattempo, come c’era da aspettarsi, le gerarchie ecclesiastiche danno istruzioni al governo. E’ il caso di del cardinale Elio Sgreccia, presidente della Pontificia Accademia per la vita, che, come riporta l’Ansa, si esprime sulla questione: “e’un aborto a tutti gli effetti, un aborto di raffinata malizia: una pillola del giorno dopo 5 volte”.

Sgreccia conclude il suo commento con poche e significative parole: “Mi auguro che questa delibera sia responsabilmente respinta dal governo”.

Ministro Fazio, è in ascolto?

ARTICOLI IN ARGOMENTO:
Pillola dei 5 giorni dopo, via libera del Css. Ora la palla passa all'Aifa



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Commenti (7)

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Qualcosa mi sfugge. Ma, secondo la Roccella una donna può prendere questa pillola solo se accerta di non essere incinta?? Ma questa donna, pagata con i nostri soldi, fa finta di essere una deficiente oppure lo è veramente?? Ma che senso ha quello che dice?? Non ho parole, le persone che dovrebbero semplificare la vita di chi sfortunatamente si trova in questa condizione, invece fanno di tutto per complicarla. Questi deficienti devono andarsene, ANDATEVENE A CASA FARABUTTI !!!!! ALLA SVELTA POSSIBILMENTE
lulù , giugno 15, 2011
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No ma ragazzi...questa è fuori di melone...ma ragiona?? Rocella ci sei o ci fai??? Ma se non sono incinta cosa CAVOLO la prendo a fare la pillola?? Ma la finite??? Ma io non lo so...razza di imbecilli bigotti del cazzo...siete contro l'aborto e cavolate varie. Certo: è l'unico modo in cui non uccidete!!!!! Andate al diavolo!
Cinzem90 , giugno 15, 2011
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quoto tutti i commenti... impossibile che solo qui in italia siamo viste come giumente che se gravide perdono ogni diritto a scegliere cosa fare del proprio utero e sì, del proprio feto. Come se alle donne abortire piacesse e si dovesse mettere un freno a questa cattiva abitudine! si vede proprio che siamo sempre il classico paese di ignoranti tale e quale agli anni 50.
nicole , giugno 15, 2011
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ma che ipocriti, l'aborto è legale e bisogna fare il test di gravidanza prima di prendere questa pillola che è un contracettivo! ma se l'ovulo nn è fecondato chi se ne frega di prenderla!
marnye , giugno 15, 2011
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Ma che senso ha verificare se non vi è ancora stato il concepimento?
Ma che guardi in questo video quanto può essere abortiva questa pillola: http://www.youtube.com/watch?v=hSkdodYMbB4

MI DICA LA ROCCELLA SE CON UNA PILLOLA ABORTIVA COME QUESTA RIESCE A SCONGIURARE UN ABORTO ANCHE IN CASO DI TEST NEGATIVO!
L'ABORTO E' COMUNQUE DIETRO L'ANGOLO, PURE CON LA PILLOLA DEI 5 GIORNI DOPO, QUESTO E' IL FATTO!
A ME SEMBRA CHE STIA FACENDO L'ANTIABORTISTA SOLO SBANDIERANDO PRINCIPI, SENZA ATTENERSI AI DATI SCIENTIFICI. MAH....
Gregorio (ginecologo) , giugno 15, 2011
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Lei e la Binetti, insieme a Giovanardi e Quagliarello,gli altri non li ricordo, siete le persone più incredibili che siano capitate in Parlamento, spero che presto torniate alla vostra vita, ma fuori dal parlamento e dalle istituzioni, spero che non vi voti più nessuno.
giamp , giugno 15, 2011
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LA STORIA SI RIPETE. I DIKTAT DI UNO STATO STRANIERO: LIBERIAMOCI DALL’OCCUPAZIONE VATICANA. SBATTEZZIAMOCI. NON ASCOLTIAMO I PEDOFILI.
Quante volte è successo che in un certo ospedale ci fosse un solo ginecologo disponibile in quel mentre e che per di più era antiaborista, e costui pur di rispettare il suo credo religioso stava per far slittare i termini prescritti dalla legge e rendere sempre più pericolosa la pratica abortiva per la salute della madre. Questo, nella coscienza di un buon cittadino, animato da dignità civile, è vissuto come interruzione di pubblico servizio o addirittura mancato soccorso. Ve l’immaginate un medico Testimone di Geova che si rifiutasse di fare le trasfusioni di sangue a coloro che si stanno dissanguando? Sarebbe accusato di omicidio volontario. Se gli obiettori non hanno voglia di lavorare in uno Stato nel quale non si riconoscono, se ne possono pure andare a svolgere la loro professione nella Città del Vaticano. Il 13 settembre scorso, durante il congresso mondiale della Federazione Internazionale Farmacisti Cattolici in corso a Poznan, in Polonia, Ratzinger ha invitato i “suoi” farmacisti a mettere in pratica la disobbedienza civile, circa l’uso dei prodotti anticoncezionali, tipo la RU486, la pillola che sostituisce l’aborto chirurgico. Ovvia la scomunica per chi la prescrive e per chi la usa. «Nella distribuzione delle medicine - sottolinea il Pontefice - il farmacista non può rinunciare alle esigenze della sua coscienza in nome delle leggi del mercato, né in nome di compiacenti legislazioni. Il guadagno, legittimo e necessario, deve essere sempre subordinato al rispetto della legge morale e all’adesione al magistero della Chiesa”. Ignazio Marino, candidato alle primarie per la segreteria del Partito democratico, ha affermato al riguardo che “in Italia ci sono delle leggi cui i farmacisti devono obbedire. Se non si sentono in grado di obbedire alle leggi di uno Stato laico possono rinunciare ad avere una farmacia” .
DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
(Nexus Edizioni)
517 pagine, 130 immagini, € 25

alessio di benedetto , giugno 16, 2011

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