Arriva dopo lungo iter la pillola dei cinque giorni dopo, l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha dato il suo ok alla commercializzazione con un decreto firmato dal direttore generale Guido Rasi.Si tratta di un contraccettivo di emergenza, e non di un abortivo, che può essere assunto entro le 120 ore dal rapporto sessuale a rischio di gravidanza indesiderata.
Si chiama "ulipristal acetato" e verrà commercializzato come EllaOne. Il farmaco contraccettivo è stato approvato dall'Emea già nel maggio del 2009 e dall'agosto 2010 la Fda statunitense ne ha autorizzato la commercializzazione.
Sulla pillola dei cinque giorni dopo è stato pubblicato un recente studio americano sul Journal of Obstetrics and Ginecologics che ne testimonia l'efficacia nel 97,9% dei casi.
Nonostante sia già disponibile in decine di paesi come Germania, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Finlandia, Svezia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Gran Bretagna, Francia, Ungheria, Lituania, Danimarca, Spagna, Norvegia, Grecia, Romania, Lettonia, Polonia, Portogallo, Austria, e Stati Uniti, come sempre, quando si tratta di contraccezione, in Italia c'è stata qualche difficoltà.
Dopo il parere favorevole del Consiglio Superiore della Sanità (CSS) del giugno scorso, si sono accese le polemiche che hanno visto scendere in campo il presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita, Monsignor Elio Sgreccia, che ha definito la pillola di cinque giorni dopo "un aborto di raffinata malizia".
Va ricordato che il CSS, nel dare il suo via libera ha ritenuto il farmaco non in contrasto con la legge 194, quindi non abortivo. Ma il Consiglio, nel dare il suo parere, ha subordinato la prescrizione del farmaco ad un test ematico di gravidanza.
Eugenia Roccella, sottosegretario alla salute (uscente), ex radicale ed ex femminista, commentò l'indicazione del CSS definendo l'analisi del sangue obbligatoria "un paletto importante" sul quale l'Aifa, secondo il sottosegretario, avrebbe dovuto "modellare il protocollo" per il via alla commercializzazione.
Nel luglio scorso l'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) rilevò con una indagine che 9 ginecologi su 10 manifestavano la loro contrarietà al test preventivo di gravidanza perché i tempi di esecuzione sarebbero stati incompatibili con quelli dell'assunzione della pillola dei cinque giorni dopo, per il semplice fatto che il farmaco è di emergenza.
Va inoltre sottolineato che all'estero, nei paesi che l'hanno adottata, non vi è alcun obbligo del test di gravidanza.
Ancora non è chiaro se nella delibera l'Aifa abbia recepito l'indicazione del CSS di subordinare obbligatoriamente la prescrizione della pillola ad un esame del sangue, ma il dubbio sarà fugato con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, prevista per la prossima settima. Da quel momento, il tempo stimato per averla nelle farmacie è di 4 o 5 mesi ed il costo si aggirerebbe intorno ai 35 euro.
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